ATESIA, IL MINISTRO DEL LAVORO, LA POLIZIA

























Sull'onda dello sviluppo di forze dichiaratamente fasciste in Europa, con forze paramilitari che presidiano i confini di Bulgaria, Ungheria e Polonia a caccia di immigrati, tutti i governi europei si stanno dotando di legislazioni fortemente razziste e che ledono i diritti fondamentali della persona.
Il Decreto Minniti del Governo Gentiloni ne è un esempio, un decreto che limita il diritto di asilo e favorisce espulsioni ed internamenti in Cie.
La vera invasione a cui si assiste è quella di un razzismo strisciante il cui solo obiettivo è di dare un'alibi a chi è il vero responsabile della crisi economica, ossia il capitale ed i suoi governi.
Per questo, manifestiamo per dire no al Decreto Minniti, no a razzismo e fascismo e per rivendicare la lotta per il diritto al lavoro, alla casa e ad un'esistenza dignitosa!







Sabato 25 febbraio,
Roma,
ore 10, Piazza della Repubblica, Manifestazione dei lavoratori delle telecomunicazioni con corteo che si concluderà in Piazza Madonna di Loreto (adiacente a Piazza Venezia). Il Pdac partecipa con distribuzione di materiale a sostegno della lotta dei lavoratori Tlc.
Per info: 3316028192
QUEST'ANNO RICORRE IL CENTENARIO DELLA RIVOLUZIONE RUSSA... MOLTO E' CAMBIATO D'ALLORA... MA SENZA IMPARARE DALL'ESPERIENZE PASSATE E' IMPOSSIBILE ELABORARE UNA SERIA STRATEGIA PER LE LOTTE ODIERNE... QUALI LEZIONI POSSIAMO PRENDERE DALLA PIU' IMPORTANTE RIVOLUZIONE DEL SECOLO SCORSO? DISCUTIAMONE...
c.lo Arci Signorini via Castelleone 7
ore 15:30










SALERNO
DOMENICAA 27 novembre
piazza valitutti- Tricerato
dalle ore 10.30
GAZEBO PER IL NO
Il governo Renzi tenta di dare una spallata agli ultimi barlumi di democrazia parlamentare indicendo un referendum per sostenere il Sì al suo progetto neo-autoritario, senza quorum.
Le forze politiche borghesi sono divise fa il Sì e il No per motivi che nulla hanno a che vedere con la difesa degli interessi del proletariato. Semplificando, oppongono soluzioni diverse su come ottenere più seggi, spartirsi il parlamento e introdurre una stretta antidemocratica.
Gli interessi del proletariato e dei lavoratori non coincidono con quelli del nemico di classe: la borghesia. Non ci interessa difendere la Costituzione borghese per quella che è: una carta nata dal compromesso calcolato ma fallimentare fra la DC il PCI che per ordine della Russia stalinista fece deporre le armi agli operai e ai partigiani in procinto di prendere il potere; zeppa di proclami e realizzata solo per la parte che interessa i profitti borghesi, la proprietà privata e i potentati economici. Un’eventuale vittoria del Sì avrebbe la conseguenza di un’ulteriore restrizione degli spazi -già così esigui- di agibilità politica: questo nuocerà alle potenzialità rivendicative del proletariato.
Il nostro No si distingue da quello del variegato schieramento della sinistra riformista. Non lo spenderemo per rincorrere piani di collaborazione di classe. Ma per rivendicare un’opposizione ferma, decisa e rivoluzionaria a quella parolaia delle sinistre riformiste e centriste.
E’ interesse del proletariato indebolire il governo Renzi e il voto per il No è un segnale in questa direzione. I lavoratori vedono il governo Renzi come il loro principale nemico e interpretano il referendum come uno strumento di lotta contro il governo e il padronato. Questa è un’illusione pericolosa. Non ci facciamo illudere dallo strumento referendario: non è un mezzo adatto a difendere gli interessi del proletariato, proprio perché condotto sul terreno che è più congeniale ai giochi inter- borghesi. Una vittoria del No sarebbe solo una vittoria parziale e momentanea dei lavoratori. Ben altro è il terreno della lotta di classe: sciopero generale nazionale a oltranza, occupare le fabbriche e le piazze, autodifesa operaia, unità operai-studenti, difesa dei diritti delle donne, degli immigrati, degli ammalati, dei senza casa, lotta per l’integrità dell’ambiente e per far annullare tutte le leggi precarizzanti in materia di lavoro ed in ambito sociale.
Solo una lotta dura e condotta con i metodi propri dei lavoratori può dare la possibilità a questo fatto politico contingente di essere un segnale che apra la strada a una riscossa dei lavoratori anche in Italia.
CONTATTACI. Fb: Alternativa Comunista Campania; www.alternativacomunista.it
Stampinprop25/11/16















LUNEDI 03/ AGOSTO
- BARI
– Via Amendola, 5
ASSEMBLEA PUBBLICA “Politica e lotte non vanno in vacanza”
Organizzata dalla sezione di Bari di Alternativa comunista.
Oggetto dell’assemblea:
incontro pubblico per fare il punto sulle tante lotte aperte e su come organizzarle quindi sulla necessità di non abbassare la guardia in vista di un autunno bollente che coinvolgerà tutti ad una partecipazione attiva al processo rivoluzionario.
Sarà, inoltre, presentato il seminario "L'Europa in crisi, riforme o rivoluzione?" in programma a Rimini il 5 e 6 settembre.
Interverrà Michele Rizzi, ex candidato Presidente alla Regione Puglia per Alternativa Comunista.
Per informazioni contattare il numero 320 8003742 (Giacomo Biancofiore)





FERMARE LA FARSA DELL’ALTA VELOCITA’
Il TAV a Vicenza è il frutto di un accordo tra gli industriali vicentini e l'Amministrazione Variati. Dismettere l'attuale stazione e costruirne altre due nuove in aree a rischio alluvione, zona Fiera e zona Stadio, significa regalare l’ennesimo pezzo di città alle speculazioni dei palazzinari già in coda per divorare l'area (vedi ex Domenichelli).
Quindi a che serve realmente portare l'AV/AC a Vicenza? Servirà a sottrarre denaro pubblico per gonfiare le tasche dei grandi costruttori e imprenditori del cemento che guadagneranno milioni con ingenti appalti, gli stessi che probabilmente finiranno in mano alla criminalità organizzata (da sempre le mafie partecipano al business della costruzione del Tav e delle opere connesse).
I nuovi binari saranno ad uso esclusivo dei treni veloci quindi non serviranno agli studenti e ai lavoratori pendolari! Respingiamo questo progetto che prevede la costruzione di una ferrovia riservata a una élite quando ci sono ogni giorno treni regionali soppressi e in ritardo, vagoni sporchi e sovraffollati, passaggi a livello guasti, stazioni prive di biglietterie. È necessario investire sul trasporto pubblico potenziando la rete ferroviaria regionale e ammodernando la linea attuale a vantaggio delle migliaia di pendolari che la utilizzano ogni giorno. Va rivoluzionata la mobilità mettendo il treno al centro, scardinando l’odierno sistema basato sul trasporto su gomma, sistema più inquinante e causa di continue sottrazioni di terreno agricolo e quindi di devastazioni ambientali (vedi Pedemontana).
Il progetto Tav vicentino si inserisce perfettamente all'interno delle politiche del governo Renzi e di chi l’ha preceduto. Gli scandali giudiziari emersi sono serviti solo a riempire le pagine dei giornali ma non hanno scalfito minimamente il finanziamento alle grandi opere inutili e dannose: governi e amministrazioni locali, nel capitalismo, rispondono solo agli interessi della grande industria e della finanza, il sindaco di Vicenza Variati ne è l’ennesima prova.
Tutto ciò fa capire che la realizzazione del Tav non dipende semplicemente dalla mala gestione del territorio o della cosa pubblica ma risponde alle logiche del capitalismo e alle sue necessità di fare profitti per pochi a svantaggio del benessere della stragrande maggioranza della popolazione e della tutela ambientale. Per questo dobbiamo fermarli!
Per fermare il Tav è necessario costruire un grande fronte unico di lotta, organizzato e coordinato in modo democratico, che riunisca tutti i singoli cittadini, i comitati, le associazioni, i partiti, i sindacati, che si oppongono al Tav. Un fronte unico che organizzi e allarghi la protesta popolare per costruire mobilitazioni ad oltranza e rendere la città inospitale ai sostenitori del TAV, fino al ritiro del progetto. Per fare questo è necessario, al contempo, collegarsi alle altre numerose lotte, nazionali ed internazionali, contro le devastazioni ambientali.
Un fronte di lotta che non si fermi davanti a nessun compromesso, a nessuna falsa promessa e a nessuna trappola come quella costituita dal referendum (come successe con il Dal Molin). Il referendum servirà solo a depotenziare la lotta, sviandola e creando false aspettative, servirà a consegnare il dissenso alle stesse istituzioni guidate e controllate dal potere economico che vuole il Tav.
• NO AL TAV/TAC E ALLE OPERE CONNESSE.
• FERMIAMO LE GRANDI OPERE, FUNZIONALI SOLO AGLI INTERESSI DEL CAPITALISMO
• NO ALLA TRAPPOLA DEL REFERENDUM, FINTA OPPOSIZIONE CHE CONSEGNA LA LOTTA ALLE STESSE ISTITUZIONI CHE SONO GUIDATE E CONTROLLATE DAL POTERE ECONOMICO CHE VUOLE IL TAV!
• COSTRUIAMO UNA REALE MOBILITAZIONE CHE NON SCENDA A PATTI CON IL POTERE ECONOMICO E CHE SI LEGHI AL MOVIMENTO DEI LAVORATORI AI QUALI SI STANNO NEGANDO SALARI DIGNITOSI, CASA E DIRITTI IN NOME DELLA CRISI ECONOMICA DEL CAPITALISMO!
• COSTRUIAMO A VICENZA UN MOVIMENTO CHE SI COORDINI CON I MOVIMENTI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI CONTRO LE DEVASTAZIONI AMBIENTALI!
PER UN TRASPORTO PUBBLICO LOCALE EFFICIENTE E GRATUITO AL SERVIZIO DEI PENDOLARI



Mercato piazza dei signori h 10-12
da mercoledi' 18 a venerdì 20 marzoVICENZA



manifestazione ciclistica in difesa del lavoro alla Campagnolo, contro la delocalizzazione e i licenziamenti
Ritrovo a fianco della ditta Campagnolo (nel parcheggio delle Acciaierie Valbruna a Vicenza) ore 9,30 partenza ore 10,00
Arrivo in piazza Castello
Il PdAC Vicenza partecipa.


SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE E SCIOPERO DEI TRASPORTI:
LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI!
Il governo Renzi continua, e intensifica, il suo attacco al mondo del lavoro. L’approvazione definitiva avvenuta in Parlamento del Jobs Act è al momento il punto più alto di questo attacco a tutto campo: si abolisce l’articolo 18 per i neo assunti, si sancisce la possibilità del demansionamento a discrezione del padrone, si introduce la possibilità di controllare a distanza i lavoratori. Tutto questo, se consideriamo anche l’accordo sulla rappresentanza del 10 gennaio, impone un controllo sempre più ferreo nei luoghi di lavoro e un aumento dello sfruttamento capitalistico.
Tuttavia i piani di governo e padroni non stanno procedendo come loro desidererebbero. Questo autunno è stato caratterizzato da un aumento degli scioperi e delle manifestazioni contro le politiche di austerità e anti-operaie sostenute da Renzi e dalla Confindustria: sciopero della logistica del 16 ottobre (anche sciopero generale Cgil e Fiom in Emilia Romagna), sciopero di Usb del 24 ottobre, manifestazione nazionale della Cgil del 25 ottobre, sciopero sociale del 14 Novembre, che si è saldato con lo sciopero indetto lo stesso giorno dalla Fiom per il Nord Italia (mentre per il Sud la Fiom ha scelto la data del 21 novembre). Per non contare i vari conflitti locali che si sono prodotti, il più importante dei quali è stato lo sciopero a oltranza proclamato dagli operai della AST di Terni, e che ora si è concluso con un accordo truffa siglato anche dalla Fiom.
In questo quadro le burocrazie sindacali si vedono costrette ad alzare il tono della polemica, sia per evitare di essere scavalcate da un malcontento popolare sempre più montante, sia perché il rifiuto da parte del governo di riaprire una fase di concertazione, non lascia loro altra via.
Non si tratta però di una svolta da parte delle burocrazie. L’avere indetto lo sciopero generale a più di un mese dall’immensa manifestazione del 25 ottobre, e averlo fatto dopo che il Jobs Act è già stato approvato, dimostrano quanto ancora oggi le burocrazie dalla Cgil e della Fiom non vogliano assolutamente radicalizzare lo scontro di classe. I continui appelli lanciati al Governo per non inasprire lo scontro dimostrano come Camusso e Landini temano un’esplosione sociale che sfugga loro di mano.
Se queste sono le intenzioni delle burocrazie, di tutt’altro tipo è lo spirito col quale oggi milioni di lavoratori scendono in piazza. E’ lo spirito di chi non si rassegna, di chi non è più disposto ad accettare sacrifici, quando allo stesso tempo il sistema capitalistico dimostra tutta la sua corruzione e voracità. Lo scandalo di Mafia Capitale è l’emblema di un sistema, quello capitalistico e dei suoi politicanti, marcio fino al midollo.
Lo sciopero del 12 dicembre indetto da Cgil e Uil, al quale partecipano, con diverse modalità, Si.Cobas, Adl Cobas e studenti, così come quello dei trasporti del 13, indetto da Cub Trasporti, Cat e Usb, possono e devono dare il via a una sollevazione generale dei lavoratori, degli studenti, delle donne, degli immigrati, contro il governo dei padroni e della Troika.
No all’austerità, per la cacciata del governo Renzi, per una politica economica e sociale realmente dalla parte dei lavoratori, queste sono le parole d’ordine che devono caratterizzare queste giornate di mobilitazione. La lotta deve continuare con un obiettivo comune: la crisi la paghino i padroni!



La decisione del tribunale di Nola di reintegro dei lavoratori licenziati e di condanna della Fiat e Tnt per comportamento antisindacale rafforza la lotta di tutti i lavoratori nella lotta contro la concertazione.
Accogliendo il ricorso d'urgenza presentato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto dei lavoratori dallo Slai Cobas "per la repressione di condotta antisindacale", il giudice del lavoro del Tribunale di Nola ha censurato, con ordinanza immediatamente esecutiva, il carattere an-tisindacale dei licenziamenti intimati dalla Fiat Auto spa in danno di Domenico Mignano, Marco Cusano, Modestino Gambardella, Ciro D'Oria e Andrea Prete, e dalla TNT ARVIL spa in danno di Vittorio Granillo, Rosario Monda e Francesco Manna, e ordinando alle due aziende l'immediata sospensione degli effetti dei provvedimenti di licenziamento e la reintegrazione dei licenziati nel loro posto di lavoro.
La sinistra di classe della Cgil, aderente alla Rete 28 aprile, ha elaborato la piattaforma politico-sindacale che potete leggere qui sotto come contributo al dibattito tra i lavoratori e i militanti sindacali che nel corso del XV Congresso Nazionale della Cgil si sono impegnati per mantenere nella Confederazione sindacale una posizione di classe contro la politica neoconcertativa, con governo e padronato, avanzata dalla maggioranza di Patta-Epifani (il primo dei due peraltro si è seduto al governo come sottosegretario).
Il documento sarà presentato sia all'assemblea nazionale della Rete 28 aprile che si terrà nel mese di giugno sia nelle riunioni provinciali e regionali preparatorie all'assemblea nazionale.
Progetto Comunista - Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori sostiene questo documento e invita i lavoratori a discuterlo e diffonderlo.
I lavoratori che volessero presentarlo e/o controfirmarlo possono telefonare o scrivere al compagno
Francesco Doro del Direttivo Regionale della Fiom Cgil del Veneto (tel. 3331312748)
oppure scrivere, specificando l'adesione all'appello, al seguente indirizzo e-mail
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o, ancora direttamente all'indirizzo e-mail di PC Rol
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Antonino Marceca (resp. lavoro sindacale di PC Rol)
ANCORA UN PASSO INDIETRO PER I LAVORATORI
Il 10 maggio è stata raggiunta l'intesa, che interessa 220 mila lavoratori del comparto chimico-farmaceutico, tra Federchimica, Farmindustria e Fulc (Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil) per il rinnovo del quadriennio normativo e del biennio economico del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), scaduto a fine 2005. I sindacati firmatari rivendicano il risultato dei 100 % di aumento, a livello di categoria D1, per il biennio 2006-07.
Un aumento che non salvaguardia il potere d'acquisto dei salari.
Anche il padronato si dice soddisfatto dell'accordo siglato!!
a cura del collettivo di Pesaro
RICORDIAMOCI PERCHE' IL PRIMO MAGGIO NON SI LAVORA
La ricorrenza del Primo Maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi, durante il Congresso della Seconda Internazionale, come momento di lotta di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche.
La festa dei lavoratori non è stata garantita da sempre, solo grazie alle lotte questa data è stata riconosciuta dai padroni, che mal vedono ogni giorno di festività per operai ed impiegati.
Il Primo Maggio è il giorno in cui noi proletari rivendichiamo la nostra indipendenza.
di Enrico Pellegrini
"Se nella mia vita avessi scelto un'altra strada, oggi potrei passeggiare nei viali della città di Chicago [..] ma ho scelto la mia strada e oggi sto qui sul patibolo, questo é il mio delitto. Sono stato infedele e traditore verso le ingiustizie e le infamie dell'odierna società capitalistica. Se per voi questo è un delitto, confesso di essere colpevole".
Con questa dichiarazione lucida, lineare e coerente Albert R.Parsons, uno dei leader del movimento operaio americano, affrontava il processo che lo avrebbe condotto alla morte per impiccagione nel lontano maggio del 1886 a Chicago.
di Andrea Spadoni
L'handling aeroportuale costituisce l'insieme delle attività di terra per l'assistenza e la movimentazione dei passeggeri, dei bagagli e delle merci, con l'aggiunta della fornitura di servizi vari, quali pulizie, catering, attività commerciali, ristorazione, sicurezza. È l'attività che coinvolge il grosso della forza lavoro di un aeroporto e richiede l'utilizzo di un gran numero di mezzi specializzati e infrastrutture specifiche, rappresentando per le aziende, la parte più impegnativa del loro business, al contrario dell'incasso delle royalty pedaggi per aeromobili, passeggeri, merci, bagagli, posta e affitti per spazi di servizio, commerciali e pubblicitari, per le quali esse sfruttano una vera e propria rendita di posizione e che rappresentano un enorme flusso di denaro.
di Pasquale Cordua
La mattina di sabato 25 marzo, nella Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Napoli, lo Slai-Cobas ha tenuto un'assemblea a sostegno delle lotte alla Fiat di Pomigliano e contro i licenziamenti di rappresaglia che la direzione dell'azienda, spalleggiata dalle Organizzazioni sindacali, ha effettuato contro otto operai, tutti appartenenti allo Slai.
La sala era gremita; oltre cinquecento i presenti. E' stato proiettato il filmato della assemblea durante la quale è esplosa la contestazione al contratto dei metalmeccanici ed ai burocrati che si ostinavano a volerlo difendere. Numerosi anche gli interventi di fabbriche, realtà di lotta e di precariato che hanno sperimentato le stesse forme di repressione antiproletaria, provenienti dalla provincia napoletana ma anche da Roma, Milano, Bergamo, dalla Sicilia, Toscana, Umbria. Molte le contestazioni alla completa assenza di Rifondazione e forti critiche al programma dell'Unione nelle parole di operai per niente convinti che Prodi sia l'alternativa al governo Berlusconi.
Per Progetto Comunista Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori, che era tra i copromotori dell'assemblea, è stato chiamato ad intervenire Francesco Ricci che ha ribadito la necessità di un coordinamento delle lotte proletarie ed ha riassunto i contenuti dell'appello per riprendere il percorso di rifondazione di una forza coerentemente comunista e rivoluzionaria, a maggior ragione visto il ruolo assegnato al PRC e la risposta dei suoi vertici, ormai del tutto subordinati ed allineati alle volontà del centro moderato dell'Unione. Nell'intervento Ricci ha analizzato le prospettive politiche del dopo-elezioni, i compiti più urgenti delle avanguardie, la necessità di sviluppare ed estendere le lotte operaie e quelle contro la precarizzazione, sostenendo inoltre la necessità della costruzione di una forza politica che, oltre ad impegnarsi nelle lotte e fra i movimenti, ponga obiettivi più avanzati sul piano del potere politico.