di Patrizia Cammarata e Maria Pia Gigli
Il giorno 8 febbraio, dopo 26 mesi dalla scadenza, è stato firmata l'ipotesi di contratto collettivo nazionale per il personale del comparto delle Regioni e delle Autonomie locali per il biennio economico 2004-2005.
Questo ennesimo contratto bidone, che non soddisfa minimamente le aspettative dei lavoratori degli enti locali e approfondisce le divisioni tra lavoratori del pubblico impiego depotenziandone la forza di rivendicazione, è stato firmato dalle organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL-CISAL- CONFSAL.
Questo ennesimo contratto bidone, che non soddisfa minimamente le aspettative dei lavoratori degli enti locali e approfondisce le divisioni tra lavoratori del pubblico impiego depotenziandone la forza di rivendicazione, è stato firmato dalle organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL-CISAL- CONFSAL.
Alla base del contratto sottoscritto c'è il pessimo protocollo d'intesa tra governo e parti sociali firmato il 27 maggio 2005. In quel protocollo venivano fissati incrementi retributivi a regime del 5,01% per ciascun comparto di contrattazione, di cui lo 0,5% destinato alla produttività; erano ribaditi criteri meritocratici per l'incentivazione della produttività; veniva introdotto il tema della "mobilità" per i dipendenti pubblici.
Quel protocollo allora fu giudicato positivamente dai firmatari che sbandierarono la conquista dei famosi 100 euro. Anche oggi il contratto è definito "buono", e i firmatari continuano a parlare di una grande conquista salariale.
La verità è che l'aumento reale(che arriverà scaglionato solo dal 1 gennaio 2006) sarà di 90 euro lordi con una media di 74,67 euro a regime per la fascia A, 82,21 per la fascia B, 93,24 per la C.
Facendo quindi il conto dei 24 mesi di riferimento, l'aumento medio lordo è di 55 euro !
La verità è che l'aumento reale(che arriverà scaglionato solo dal 1 gennaio 2006) sarà di 90 euro lordi con una media di 74,67 euro a regime per la fascia A, 82,21 per la fascia B, 93,24 per la C.
Facendo quindi il conto dei 24 mesi di riferimento, l'aumento medio lordo è di 55 euro !
A questi andrà aggiunta la quota di salario accessorio da contrattare al livello decentrato e, in quanto tale, non sarà uguale per tutti. Infatti questa quota può variare da ente a ente a seconda dei propri bilanci (e si sa che con i tagli finanziari agli enti pubblici sarà molto difficile reperire risorse per il personale) e sarà inesistente per gli enti in dissesto finanziario.
Quindi,ancora una volta, saranno i lavoratori a pagare la distruzione del sistema pubblico.
Quindi,ancora una volta, saranno i lavoratori a pagare la distruzione del sistema pubblico.
Negli enti dove si risparmieranno più soldi sulla pelle dei lavoratori, assumendo meno e appaltando di più, assegnando carichi di lavoro più pesanti, i dipendenti potranno essere pagati di più.
Non è più sufficiente, quindi, l'umiliazione della "valutazione", come non è più sufficiente raggiungere gli obiettivi dell'ente!
Un contratto che nella sua generalità cerca di sgretolare i fondamenti della contrattazione nazionale affidando alla contrattazione decentrata istituti come la individuazione di chi dovrà usufruire del buono pasto e della pausa pranzo.
Un contratto che affida ai sempre più precari bilanci delle regioni e degli enti locali quote consistenti di salario e che arriva tardi sovrapponendosi al prossimo che dovrebbe decorrere dal gennaio 2006, ma che ci consegna aumenti salariali totalmente insufficienti che non ricuperano neanche l'inflazione programmata, per non parlare dell'inflazione reale.
Non è più sufficiente, quindi, l'umiliazione della "valutazione", come non è più sufficiente raggiungere gli obiettivi dell'ente!
Un contratto che nella sua generalità cerca di sgretolare i fondamenti della contrattazione nazionale affidando alla contrattazione decentrata istituti come la individuazione di chi dovrà usufruire del buono pasto e della pausa pranzo.
Un contratto che affida ai sempre più precari bilanci delle regioni e degli enti locali quote consistenti di salario e che arriva tardi sovrapponendosi al prossimo che dovrebbe decorrere dal gennaio 2006, ma che ci consegna aumenti salariali totalmente insufficienti che non ricuperano neanche l'inflazione programmata, per non parlare dell'inflazione reale.
Questa ipotesi di contratto dovrà essere respinta con un voto sfavorevole in tutte le assemblee nei luoghi di lavoro. E' necessario che i lavoratori siano in grado di smascherare la malafede delle burocrazie sindacali che svendono i diritti e in cambio si spartiscono il gruzzolo del TFR/TFS.
E' necessario respingere con forza contratti frutto di politiche sindacali asservite alle compatibilità delle politiche del governo sia di centrodestra che di centrosinistra.
E' necessario respingere con forza contratti frutto di politiche sindacali asservite alle compatibilità delle politiche del governo sia di centrodestra che di centrosinistra.
Rispetto al nuovo contratto 2006-2009, la mobilitazione dei lavoratori del pubblico dovrà avere come sbocco la sua immediata approvazione, la garanzia della necessaria copertura finanziaria (e si sa che ad oggi non c'è un euro per il rinnovo), e la certezza che verranno affrontati tutti gli aspetti normativi oggi dimenticati: concorsi, profili professionali, reiquadramenti ecc.
La vertenza sul contratto deve essere una preziosa occasione per la realizzazione dell'unità nella lotta tra lavoratori con contratto a tempo indeterminato e lavoratori precari sempre più numerosi anche nell'amministrazione pubblica, in una battaglia di classe che vada oltre la frammentazione dei singoli contratti e delle mansioni, contro il precariato, per nuovi concorsi e per un lavoro vero e a tempo indeterminato. Nel quadro di questa vertenza di settore, anche i lavoratori del pubblico impiego devono essere protagonisti nel sostenere e sviluppare la campagna per il recupero della scala mobile per i salari e nella rivendicazione del carattere pubblico dei servizi contro i processi di privatizzazione e liberalizzazione perseguiti dal centrodestra e di cui il futuro probabile governo dell'Unione si farà paladino.
Il 16 febbraio è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di una nuova scala mobile (sottoscritta dagli esponenti nazionali di un ampio arco di forze sindacali: CIB-Unicobas (Confederazione Italiana di Base Unicobas); CNL (Confederazione Nazionale Lavoratori); Confederazione COBAS; CUB (Confederazione Unitaria di Base); Rete 28 Aprile nella CGIL; SINCOBAS (Sindacato Intercategoriale dei Comitati di Base); SULT (Sindacato Unitario Lavoratori Trasporti).
La difesa del salario dei lavoratori e dei pensionati mediante la rivendicazione della Scala Mobile può essere un primo importante terreno di collaborazione e confronto.
Una rivendicazione -la Scala Mobile che deve essere inserita, per essere credibile, nelle piattaforme sindacali e nei movimenti di lotta di tutte le categorie del lavoro salariato.
La conquista della Scala Mobile potrà essere soltanto il sottoprodotto di una forte ed estesa mobilitazione dei lavoratori contro il padronato e il governo, qualunque esso sia in regime capitalistico.
Su queste basi Progetto Comunista Rifondare L'Opposizione dei Lavoratori (PC-Rol) sostiene la raccolta delle firme e l'iniziativa di massa per mettere in campo la questione salariale.
Ecco perché rivolgendoci ai lavoratori pubblici e privati, alle forze del movimento operaio che sostengono la raccolta delle firme e la proposta per via parlamentare della Scala Mobile (Prc, Pdci, sinistra DS) ribadiamo: solo se rompete con i liberali dell'Unione, se smascherate le politiche concertative delle burocrazie sindacali, e salvaguardate assieme a noi, in un fronte unico, l'opposizione di classe nel nostro Paese possiamo realmente difendere gli interessi immediati e futuri dei lavoratori.
La difesa del salario dei lavoratori e dei pensionati mediante la rivendicazione della Scala Mobile può essere un primo importante terreno di collaborazione e confronto.
Una rivendicazione -la Scala Mobile che deve essere inserita, per essere credibile, nelle piattaforme sindacali e nei movimenti di lotta di tutte le categorie del lavoro salariato.
La conquista della Scala Mobile potrà essere soltanto il sottoprodotto di una forte ed estesa mobilitazione dei lavoratori contro il padronato e il governo, qualunque esso sia in regime capitalistico.
Su queste basi Progetto Comunista Rifondare L'Opposizione dei Lavoratori (PC-Rol) sostiene la raccolta delle firme e l'iniziativa di massa per mettere in campo la questione salariale.
Ecco perché rivolgendoci ai lavoratori pubblici e privati, alle forze del movimento operaio che sostengono la raccolta delle firme e la proposta per via parlamentare della Scala Mobile (Prc, Pdci, sinistra DS) ribadiamo: solo se rompete con i liberali dell'Unione, se smascherate le politiche concertative delle burocrazie sindacali, e salvaguardate assieme a noi, in un fronte unico, l'opposizione di classe nel nostro Paese possiamo realmente difendere gli interessi immediati e futuri dei lavoratori.




















