Partito di Alternativa Comunista

La lotta dei lavoratori Tim contro i tagli per la difesa del posto di lavoro

La lotta dei lavoratori Tim contro i tagli
per la difesa del posto di lavoro
 

 
di Mauro Mongelli (*)
lotta_tim
 
 
Da alcuni mesi i lavoratori e le lavoratrici della Tim si stanno mobilitando con presidi e scioperi in tutta Italia, per contrastare la politica di tagli imposta dai nuovi vertici aziendali: le agitazioni sono iniziate a partire dal 6 ottobre 2016 e non accennano a placarsi.
Il maggior azionista di Tim, azienda che conta circa 50 mila dipendenti, sono ora i francesi di Vivendi, ed è diretta dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo.
Nel corso dell’incontro del 6 ottobre 2016 i vertici aziendali hanno consegnato al coordinamento nazionale delle Rsu e alle organizzazioni sindacali la lettera di disdetta dei contratti integrativi del 14 e 15 maggio 2008, con efficacia 31/01/2017, e una proposta aziendale di rinnovo della contrattazione di secondo livello. Disdetta e proposte, tutte peggiorative, della contrattazione aziendale hanno l’obiettivo di far ricadere pesantemente sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici di Tim la riduzione dei costi di 1,6 miliardi di euro per il piano 2016/2018: gli accordi saranno lo strumento per “limitare il costo del lavoro e quello di produzione” con il ricatto della “salvaguardia dei livelli occupazionali”. Circa 30 mila lavoratori sono da 6 anni in contratto di solidarietà.
Alcune delle proposte contenute nelle ipotesi di accordo proposto dall’azienda sono: l’ingresso del Jobs act nelle scelte aziendali in termini di demansionamento dei lavoratori fino a 2 livelli ed il controllo individuale a distanza; l’imposizione di programmare i permessi ex-festività (permessi a ore usufruibili per motivi personali, familiari ecc.), la cui non-fruizione comporterà una contestazione di insubordinazione e quindi il rischio di licenziamento; la riduzione del valore dei buoni pasto per i lavoratori part-time; lo straordinario obbligatorio, non pagato, con recupero ore extra scelte dall’azienda; il blocco degli scatti di anzianità; per l’orario di lavoro viene introdotto il concetto di prestazione effettiva dell'orario settimanale e la flessibilità dell'orario di lavoro giornaliero (da un minimo di 5 ad un massimo di 10 ore); la riduzione delle ferie di 2 giorni; l’esternalizzazione di alcune attività.
In pratica, la nuova piattaforma prevede pesanti arretramenti sia normativi che economici, il tutto finalizzato, per la nuova dirigenza, al raggiungimento di un bonus pari a 55 milioni di euro, che prevedibilmente lascerà l’azienda una volta intascato (come dire “prendi i soldi e scappa”).
A fronte di tutto ciò i lavoratori si sono e si stanno mobilitando per mettere un freno a questa proposta scellerata. Scioperi a sorpresa, assemblee, presidi a cui partecipa il movimento degli autoconvocati “giubbe rosse” (vestiario in dotazione ai tecnici Tim) si sono svolti in tutta Italia.
Il 13 dicembre si è svolto lo sciopero, per l’intero turno di lavoro, indetto da tutte le organizzazioni sindacali (Confederali e sindacati di base) presenti in azienda. I sindacati di base lo hanno poi esteso a tutto il settore delle telecomunicazioni. Partecipatissime manifestazioni si sono svolte in 12 città, dando visibilità al malcontento e rabbia dei lavoratori e delle lavoratrici di Tim, che hanno risposto con un’altissima adesione a questo sciopero (in percentuale quasi l’80% di partecipazione). I lavoratori e le lavoratici della Tim non subiranno passivamente l’ennesimo attacco padronale e lotteranno per rispedire al mittente le proposte della contrattazione aziendale.
A ciò si deve aggiungere la lotta per il rinnovo del Ccnl Tlc scaduto il 31/12/204. Un settore, quello delle telecomunicazioni, che primeggia per cessioni, esternalizzazioni, delocalizzazioni e costanti peggioramenti nelle condizioni quotidiane di vita dei lavoratori e delle lavoratrici: il 2016 infatti si è chiuso con il dramma dei 1660 licenziamenti della sede di Roma del call center Almaviva contact.
I lavoratori e le lavoratrici del settore Tlc sono in lotta per ottenere un Ccnl, con più diritti e più salario, per respingere rinnovi contrattuali a perdere, come quelli firmati per i metalmeccanici, statali e chimici.
Alternativa comunista supporta la loro lotta e sarà al loro fianco contro i padroni fino alla vittoria.
 
 
(*) lavoratore Telecom

Collabora con noi

Collabora con noi

Vieni a conoscere il Partito, compila il modulo per collaborare con noi o iscriverti alla nostra newsletter.
I campi contrassegnati da sono obbligatori.


Il campo per collaborare col partito è opzionale

 

Campagne ed Iniziative





Dal fiume al mare 

di Francesco Ricci

 

 

La storia nascosta del sionismo

di Ralph Schoenman

 

 

 

 il libro che serve per capire Lenin

 





MODENA
21 FEBBRAIO
 
 
 

Alessandria
31 gennaio
 

domenica
25 gennaio
 
 

lunedì 19  gennaio
 
 
 

Siena, 22 gennaio
 

Bari 14-dicembre
 
 

 24 novembre zoom nazionale 
 
 

12 novembre Roma
 
 
 
 

 
Giovedi 24 ottobre
 
 

domenica 19 ottobre
 
 

 
7 ottobre 2023 - 7 ottobre 2025
 
Zoom nazionale
a sostegno della Resistenza palestinese

 


 

Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale

NEWS Progetto Comunista n 149

NEWS Trotskismo Oggi n 25

Ultimi Video

tv del pdac