LA DIREZIONE DI USB ESPELLE FABIANA STEFANONI, COORDINATRICE DELLA MINORANZA INTERNA
Il PdAC e la Lit-Quarta Internazionale sostengono la campagna per il reintegro
Con involontaria ma significativa coincidenza di tempi, mentre la burocrazia della Cgil espelle 17 lavoratori in Trentino per aver contestato la Camusso e le sue politiche concertative, la dirigenza del sindacato Usb utilizza gli stessi metodi nei confronti di uno dei propri attivisti, Fabiana Stefanoni, precaria della scuola, tra i protagonisti delle lotte contro i tagli del personale scolastico a firma Tremonti-Gelmini-Brunetta.
La compagna Stefanoni, che è dirigente nazionale del PdAC, ha ricevuto, senza essere prima né convocata né sentita, una raccomandata con l'atto di espulsione dal sindacato Usb. Un fatto gravissimo, che lede i più elementari principi di democrazia sindacale e operaia. I motivi che la direzione di Usb accampa per espellere la compagna dal sindacato sono ridicoli e pretestuosi: l'aver dichiarato la propria adesione a uno sciopero a sostegno dei lavoratori immigrati e delle rivoluzioni arabe (lo sciopero del 15 aprile, la giornata dell'orgoglio internazionalista, indetto dal Comitato immigrati in Italia insieme a Cub e Si. Cobas); aver cercato di costruire nella sua città un gruppo locale di lavoratori della scuola iscritti a Usb non essendo "investita", a detta della dirigenza, "di un qualsiasi potere di rappresentanza della Usb"; aver chiesto, in una mail mandata a qualche decina di colleghi, di donare il 5 per mille a una onlus antirazzista che si era offerta di aprire una propria sede in cui ospitare, tra varie realtà di lotta, anche le riunioni degli attivisti di Usb (una onlus che ha collaborato non solo con RdB/Usb, ma anche con varie organizzazioni di lotta, tra cui il PdAC e alcune associazioni di immigrati).
Condividiamo quanto scrivono i compagni di Unire le lotte - Area Classista Usb (si veda il loro comunicato sul sito www.sindacatodiclasse.org): anche noi pensiamo che questo atto gravissimo sia stato originato da altri motivi. Fabiana Stefanoni è coordinatrice nazionale proprio di Unire le lotte, l'unica minoranza organizzata all'interno di Usb, alla cui costruzione contribuiscono, insieme a tanti altri attivisti diversamente collocati, anche i compagni e le compagne del PdAC iscritti a Usb. E' un'area che, fin dal congresso di nascita di Usb ha portato un contributo alla costruzione del sindacato sulla base di parole d'ordine che hanno trovato sostegno e condivisione dentro e fuori Usb. Gli assi attorno ai quali Unire le lotte ha organizzato la propria battaglia sono da noi pienamente condivisi: la necessità di unificare il sindacalismo di base su una piattaforma anticapitalistica; la necessità di superare il settarismo degli scioperi separati, al fine di organizzare una risposta unitaria della classe lavoratrice; l'importanza di un dibattito democratico all'interno del sindacato.
Attraverso questo atto di espulsione, l'Esecutivo nazionale di Usb dimostra di non voler riconoscere alcuna democrazia al proprio interno. L'espulsione è, infatti, l'ultimo atto di una serie di misure antidemocratiche portate avanti dalla dirigenza (misure contrarie allo spirito di lotta di tanti attivisti della base di Usb) nei confronti della minoranza interna. Anzitutto, nonostante l'area Unire le lotte sia rappresentativa di importanti realtà territoriali e veda al proprio interno protagonisti delle lotte, è stata sistematicamente esclusa dagli organismi dirigenti nazionali o regionali (con estromissione dei compagni che già ne facevano parte, come in Veneto). Ma l'elenco degli attacchi alla minoranza interna è lungo (rimandiamo al testo di denuncia scritto dai compagni di Unire le lotte e pubblicato sul sito dell'area).
Come
Alternativa Comunista siamo stati chiamati in causa nelle vicende interne a Usb
già una volta, in occasione dell'adesione di Unire le lotte - Area Classista
Usb all'importante sciopero dei metalmeccanici del 28 gennaio. In
quell'occasione, l'Esecutivo nazionale ha mandato a tutte le strutture locali
di Usb un comunicato in cui l'area Unire le lotte veniva attaccata e definita
un'area dietro cui si celano "strani soggetti" del PdAC (si veda il comunicato
che abbiamo pubblicato sul nostro sito a tal proposito: http://www.alternativacomunista.it/content/view/1415/78/). Come già abbiamo detto, i militanti del nostro partito
intervengono nei sindacati (tanto nella sinistra Cgil come in altri sindacati
di base) a viso aperto, non si nascondono: per questo abbiamo sempre,
esplicitamente, sostenuto, all'interno di Usb, l'area Unire le lotte, la cui
battaglia contro l'autoreferenzialità, il settarismo e l'opportunismo ci sembra
importante oggi al fine di superare la frammentazione del sindacalismo di base,
con lo scopo di poter costruire quel sindacato di classe e di massa di cui i
lavoratori in Italia sono privi.
Gli
attacchi (espliciti o impliciti) al nostro partito da parte dell'Esecutivo di
Usb hanno del ridicolo. Prima di tutto, è normale e per noi scontato che i
militanti di un partito comunista si impegnino nell'attività sindacale, per
difendere e organizzare la classe lavoratrice su piattaforme di classe; in
secondo luogo, la polemica da parte dell'Esecutivo nazionale Usb circa la
presenza di militanti di un partito all'interno del sindacato è quantomeno ridicola,
dal momento che è noto che la maggioranza dei membri dell'Esecutivo nazionale
di Usb sono membri di un piccolo partito politico, di stampo neostalinista: la
Rete dei Comunisti. La nostra impressione è che l'Esecutivo di Usb, più che
opporsi alla presenza di militanti di partito al loro interno, intendano
opporsi alla presenza di militanti dell'unico partito che sviluppa non a
parole, ma realmente, una battaglia contro tutte le burocrazie.
Nell'esprimere la nostra piena solidarietà alla compagna espulsa e a tutti gli attivisti di Unire le lotte - Area Classista Usb, daremo, insieme alla Lit-Quarta Internazionale, il nostro appoggio alla campagna che l'Area Unire le lotte ha annunciato di voler organizzare per la democrazia sindacale e per il reintegro di Fabiana Stefanoni. Come abbiamo scritto in molti articoli, sia sul nostro sito sia sul nostro periodico Progetto Comunista, crediamo che Usb, così come tutto il sindacalismo di base e classista, abbia grosse potenzialità di lotta nella prossima fase: potenzialità che, tuttavia, finché prevarrà l'atteggiamento autoreferenziale, conservativo e antidemocratico dei gruppi dirigenti, rischiano di venire sprecate. La battaglia per la democrazia interna non è un "di più": senza democrazia sindacale non esiste la possibilità di sviluppare nei sindacati piattaforme anticapitaliste. Auspichiamo che l'appello di Unire le lotte verrà raccolto da tanti altri militanti comunisti e attivisti sindacali ovunque collocati.
Il Comitato Centrale del Partito di Alternativa Comunista




















