Fiat: alziamo il livello dello scontro!
Basta repressione!
Basta inutili appelli ai tribunali!
di Massimiliano Dancelli
Nonostante il giudice abbia decretato il reintegro dei diciannove delegati Fiom dello stabilimento Fiat di Pomigliano e la stessa cosa per altri tre lavoratori di Melfi, l'azienda, pur versando loro regolarmente lo stipendio, si rifiuta di ricollocarli e li lascia fuori dei cancelli.
Di fronte a questa ennesima provocazione di Marchionne, la direzione
della Fiom, Landini in testa, nonostante la strada dei ricorsi abbia già
ampiamente dimostrato di condurre in un vicolo cieco, continua a rilanciare,
come unica risposta all'attacco padronale, il percorso giudiziario e della
“solidarietà istituzionale” (vedi i vari appelli a Fornero e Napolitano). Di
fatto le intenzioni di Landini sono quelle di tenere basso il profilo dello
scontro nell'interesse di una campagna elettorale in cui la Fiom ha investito
direttamente con la candidatura di Airaudo nelle liste Sel-Pd. Il gioco è
quello di dimostrarsi diligenti e affidabili nella prospettiva di un probabile
futuro governo di centrosinistra al quale verrà assicurato appoggio,
probabilmente in cambio del ritorno della Fiom al tavolo della concertazione o
di un possibile rientro in Fiat (magari in cambio della firma del nuovo
contratto Fiat: non in tutti gli stabilimenti Fiat o dell'indotto, infatti, la
Fiom aveva osteggiato il modello Pomigliano, la Bertone ne è un esempio).
Naturalmente a farne le spese saranno ancora una volta i lavoratori, non
solo della Fiat, dal momento che il modello Pomigliano è stato di fatto esteso
a tutti i metalmeccanici (vedi ultimo rinnovo del contratto nazionale) e ad
altre categorie (come i chimici e alimentari).
Noi crediamo che sia necessario, invece, alzare il livello dello scontro
di classe, a partire dagli stabilimenti del gruppo Fiat: gli operai cominciano
ad essere stanchi del continuo immobilismo della Fiom e iniziano a capire
l'inutilità dell'affidamento esclusivo ai tribunali borghesi. I diciannove
delegati di Pomigliano hanno già annunciato che si presenteranno tutti i giorni
davanti ai cancelli della fabbrica finchè non saranno affidate loro delle
mansioni e potranno così rientrare sul posto di lavoro. In Ferrari (che fa
parte del gruppo Fiat) da mesi si sta effettuando lo sciopero dello
straordinario comandato (promosso dalla Cub ma sostenuto anche dai delegati
della Fiom); in altri stabilimenti del gruppo Fiat gli operai promuovono azioni
di lotta e di sciopero.
Dobbiamo spingere per lo sciopero a oltranza in tutti gli stabilimenti
del gruppo, prendendo ad esempio la lotta dei lavoratori delle cooperative del
settore della logistica: i lavoratori non hanno chinato la testa, non hanno
ceduto alle minacce, hanno organizzato scioperi a oltranza (col sostegno del
Si.Cobas), picchetti e preso pure le manganellate, ma alla fine hanno costretto
l'azienda a reintegrare i loro rappresentanti ed ad accogliere alcune delle
loro richieste. I lavoratori delle cooperative (in gran parte immigrati
supersfruttati) ci hanno dimostrato con l'esempio che le uniche conquiste
durature sono quelle che si strappano con la lotta!
Solo la lotta paga!
Riassunzione di tutti i lavoratori che la Fiat ha licenziato in questi anni!
Esproprio senza indennizzo e sotto gestione operaia di tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat!




















