Partito di Alternativa Comunista

Contratto del commercio:uno sciopero di facciata

Contratto del commercio:uno sciopero di facciata


di Enrico Pellegrini (*)

 

Una trattativa interrotta il 27 settembre e quindi un’iniziativa di sciopero indetta per il…16/17 novembre! Sembra il finale di una resa incondizionata ma è solo l’ultimo passo di una serie di episodi legati al rinnovo del Ccnl Terziario Distribuzione Servizi.

Un contratto scaduto a fine dicembre 2006 e su cui in passato larghe aperture sindacali hanno favorito considerevoli aumenti di profitto da parte delle più grosse aziende del ramo distributivo (Coin, Auchan, Upim, Carrefour, Panorama, La Rinascente ecc) e che ora fanno fare la voce grossa alla più aggressiva delle associazioni della loro rappresentanza: Confcommercio.
La rigidità di Confcommercio che non rinuncia ad avanzare tutta una serie di richieste (flessibilità, legge 66, aperture domenicali, apprendistato, salario variabile, ecc.) hanno avuto come conseguenza quella di riuscire in un miracolo visti i tempi che corrono: uno sciopero generale che, dando per scontata una tempistica così dilatata, non ha avuto il risultato auspicato dagli stessi dirigenti sindacali. Sperare in una ripresa sotterranea delle trattative per poter salvare una strategia oramai subordinata a tutto ciò che avviene a livello generale(23 luglio in primis) e ritessere i fili di una pseudoconcertazione del tutto ridicola e anacronistica.

Confcommercio e compagnia cantante fanno il loro mestiere. Sono altre le figure che continuano a svendere a ogni tornata di rinnovo contrattuale salario e diritti!
Data la situazione non ci si stupisce se Confcommercio si irrigidisce; cerca di recuperare terreno cercando di andare oltre il 23 di luglio fungendo da battistrada per moltissime controparti datoriali.
Su tale iniziativa di lotta basata su una debolissima piattaforma si consuma quindi l’ennesima farsa in cui tutti gli attori in gioco glorificheranno il loro operato quando, una volta firmata l’ultima svendita di regole, salario e diritti, si presenteranno ai soliti tavoli per poter unitariamente discutere del “nuovo” modello contrattuale.
Un dato su tutti è la proposta economica: talmente irrisoria da apparire irritante! 78 euro al IV livello! Una cifra che in teoria dovrebbe coprire il biennio 2007/2008 e che dovrebbe perlomeno essere rivista alla luce delle ultime previsioni riferite al tasso di inflazione per i prossimi due anni.
Il Ccnl del Terziario riguarda un milione e 600 mila lavoratori circa. A tutti questi lavoratori giunga un augurio di lotta contro questa rovinosa impostazione figlia anch’essa indirettamente della sindrome del governo “amico” su cui puntano oramai sempre più dirigenti sindacali in odore di poltrone istituzionali come premio di buoni “risultati” sindacali.

 

(*) Rete 28 Aprile Filcams Cgil

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