Partito di Alternativa Comunista

Contratto dei metalmeccanici

Contro l'accordo bidone votiamo NO al referendum

I lavoratori metalmeccanici per il rinnovo del Ccnl hanno sostenuto oltre 60 ore di sciopero, dopo lo sciopero nazionale dei metalmeccanici del 2 dicembre, che ha portato oltre 250 mila lavoratori sulle strade di Roma, la lotta si è ulteriormente approfondita ed estesa in tutto il paese. Dai picchetti ai cancelli, in risposta all'arroganza padronale, si è passati a forme più dure di lotta come i blocchi stradali e ferroviari delle ultime settimane che hanno preceduto la firma dell'accordo, a dimostrazione della volontà dei lavoratori di andare fino in fondo nella difesa del salario, dei diritti e delle tutele.

Dopo un anno di dure lotte giovedì 19 gennaio è stato firmato l'accordo da parte di Fim Fiom e Uilm e Federmeccanica: oggi tutti in coro gridano vittoria!!! Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica, sul Il sole 24 ore  venerdì 20 gennaio ha potuto dichiarare: "i sindacati hanno avuto la vittoria simbolica di chiudere a 100 % e la possibilità di sbandierare l'aumento, ma noi abbiamo dato alle aziende la soddisfazione di sostanza portando a casa il risultato prefisso". I sindacati Cgil, Cisl e Uil, la sinistra riformista (sinistra Ds, Pdci, Prc) e la loro stampa rivendicano il risultato.

Sulla parte salariale il sindacato ha ottenuto la cifra simbolica dei 100 % lordi per il quinto livello (quando la stragrande maggioranza dei lavoratori sono inquadrati al terzo e quarto), che comunque non garantisce il potere d'acquisto dei salari e di fatto si riduce per effetto dello scaglionamento in tre tranche (solo 60 % subito, 25 il prossimo ottobre e 15 nel marzo del 2007) oltre che per il prolungando della durata del contratto di sei mesi fino a giugno 2007, prolungamento che apre la porta allo sfondamento temporale di tutti i contratti. Nonostante il mandato dato dai lavoratori riguardava esclusivamente il biennio salariale e non prevedeva nessun scambio tra salario e flessibilità, la firma apre alla richiesta padronale sulla flessibilità: nella gestione degli orari di lavoro e nell'utilizzo ed estensione dell'apprendistato.

 

L'orario plurisettimanale viene esteso a tutte le aziende metalmeccaniche "per ragioni produttive e di mercato", mentre prima era limitato a ragioni di "stagionalità dei prodotti" ( es. climatizzatori). Pur permanendo il vincolo di trattare con le Rsu, le aziende potranno organizzare la settimana lavorativa secondo i loro esclusivi interessi. L'apprendistato viene esteso e prolungato nel tempo. Una modalità che se precedentemente avrebbe dovuto essere finalizzata alla "formazione" adesso di fatto vedrà le aziende utilizzare gli apprendisti in produzione in condizione di precarietà e mantenere bassi i salari per periodi che, in base al livello, raggiungono i 60 mesi.

 

 

Infine, ma non per gravità, con l'intesa viene istituita una commissione bilaterale costituita da Federmeccanica e Fim, Fiom e Uilm "dedicata alle questioni inerenti i contratti a termine e i contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato per definire una nuova disciplina contrattuale", rientra quindi dalla finestra quello che apparentemente usciva dalla porta: il "nuovo modello contrattuale" di modifica in peggio dei già pessimi accordi di luglio del 1992/1993.

Un nuovo "patto sociale" concertativo si annuncia, come dichiarato da Epifani, tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil nel quadro del nuovo probabile governo dell'Unione, il cui programma già preannuncia "lacrime e sangue" per i lavoratori e le masse popolari. L'accordo firmato da Federmeccanica infatti si inquadra in questa prospettiva. "Progetto ComunistaRifondare l'opposizione dei lavoratori" invita i lavoratori e le Rsu ad organizzare la resistenza dei lavoratori a questo "patto sociale concertativo" e al probabile futuro governo Prodi. Questo accordo bidone deve essere contrastato nelle assemblee di fabbrica organizzando il NO al referendum che si svolgerà nelle prossime settimane.

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