BRASILE:
GRANDE SUCCESSO DEL PRIMO CONGRESSO
DELLA CSP CONLUTAS!
Un esempio per le lotte in Italia ed Europa:
intervista a Moustapha Wagne, invitato al congresso
A cura di Fabiana Stefanoni e Patrizia Cammarata
Il 27 aprile scorso, a San Paolo del Brasile, si sono aperti i lavori del primo congresso della Csp Conlutas. La Csp Conlutas è il più grande sindacato di base dell’America Latina. Ma è molto più di un sindacato: come dice il nome stesso (Csp sta per “Centrale Sindacale e Popolare”), questa grande confederazione non raggruppa solo settori importanti dei salariati brasiliani, ma anche realtà di lotta e di movimento.
La più importante realtà di lotta del Brasile
La Csp
Conlutas è il primo
sindacato tra i metalmeccanici del più importante polo industriale del Brasile
(il distretto di São José dos Campos, dove si trovano, ad esempio, la General Motors e la Fiat), ma ha un importante
radicamento anche tra i lavoratori del settore pubblico, del settore edile e
dei trasporti. Nuovi settori della classe operaia si sono recentemente uniti
alla Csp Conlutas o sono in avvicinamento, dai chimici ai vigili del fuoco
(protagonisti, quest’ultimi, in Brasile di lotte prolungate e di massa).
Ma
la Centrale
raggruppa anche settori studenteschi e di lotta popolare. Fa parte, della Csp
Conlutas, Anel, l’Assemblea libera nazionale degli studenti del Brasile, la
principale organizzazione studentesca del Brasile. Anel ha recentemente
promosso alle elezioni all’Università di San Paolo una lista che ha raggiunto
il 53% dei consensi, superando di gran lunga la lista promossa dal partito (di
destra) del governatore della regione (il famigerato Alckmin), che si è fermata
al 20% dei consensi. E’ stata una vittoria importante, anche dal punto di vista
simbolico, perché ha rappresentato una risposta di lotta alla repressione delle
lotte studentesche voluta dallo stesso Alckmin: le recenti occupazioni
dell’università (novembre 2011 e febbraio 2012) sono state brutalmente
sgomberate con l’impiego di più di 400 poliziotti della polizia militare. Per
ordine di Alckmin, sono stati arrestati circa 100 studenti, molti sono ancora
in prigione, mentre i lavoratori e gli attivisti sindacali che hanno sostenuto
l’occupazione oggi rischiano il licenziamento a causa di provvedimenti disciplinari
da parte dell’amministrazione.
Ma
gli studenti non sono il solo settore di movimento e di lotta all’interno della
Csp Conlutas: ci sono anche gli sfrattati di Pinherinho che, grazie al sostegno
di questa centrale sindacale (e del Pstu, la sezione brasiliana della
Lit-Quarta Internazionale), hanno organizzato nei mesi scorsi un’eroica
resistenza allo sgombero da parte della polizia militare (che non ha esitato a
sparare, persino dagli elicotteri) con l’avallo di Dilma Rousseff e del suo
governo (diretto dal Pt di Lula). Inoltre, la Csp Conlutas
organizza altri settori oppressi: gli omossessuali, i neri e le donne.
Incontri e riunioni all’interno del congresso
Un’importante
parte della Csp Conlutas è rappresentata dal “Movimento Donne in Lotta”, che
raggruppa migliaia di donne lavoratrici che lottano contro oppressione,
sfruttamento e maschilismo. Il 27 aprile, poco prima dell’apertura del
Congresso, 512 delegate elette nelle varie regioni del Brasile (più un
centinaio di invitate) si sono riunite per discutere dell’oppressione della
donna. Molto forte la presenza di operaie del settore edile e metalmeccanico
del Paese. In questa riunione si è discussa la piattaforma rivendicativa del
Movimento, che va dalla richiesta di servizi pubblici alla legalizzazione
dell’aborto (in molti Paesi dell’America Latina l’aborto è ancora illegale),
fino alla lotta contro il maschilismo. Soprattutto, è stata discussa e votata
una piattaforma basata sull’indipendenza di classe dal governo Dilma e sulla
necessità della costruzione di un’economia socialista. All’incontro era
presente anche una delegazione internazionale, di donne del Costa Rica, di
Haiti, dell’Inghilterra. Particolarmente importante la presenza di Fatma
Ramadan, della Federazione dei sindacati indipendenti d’Egitto, che ha
raccontato la straordinaria partecipazione delle donne alla rivoluzione
egiziana: “A piazza Tahrir le donne erano uguali agli uomini”, ha ricordato.
All’interno
del Congresso, il 28 aprile, si è svolta anche una grande assemblea per
commemorare i trent’anni della Lega Internazionale dei Lavoratori – Quarta
Internazionale (di cui il Pdac è la sezione italiana), che ha visto interventi
di rappresentanti di alcune delle tante sezioni della nostra organizzazione
internazionale, tra cui Wagne Moustapha, dirigente del Pdac. L’assemblea, di
cui abbiamo già tradotto il resoconto su questo sito (http://www.alternativacomunista.it/content/view/1632/1/),
ha rappresentato un momento molto emozionante. Ciò che emerge è il fatto che,
ferma restando la democrazia sindacale e l’autonomia del sindacato, il legame
stretto tra il Pstu del Brasile e la Cps Conlutas ha permesso la costruzione e il
rafforzamento del sindacato stesso su basi classiste e rivoluzionarie.
Un
altro importantissimo momento di queste giornate di discussione e confronto si
è svolto subito dopo la chiusura del Congresso, il 2 e 3 maggio (il primo
maggio la Csp Conlutas
ha organizzato una grande manifestazione nella via principale di San Paolo):
una partecipata riunione sindacale con la presenza di delegati sindacali (o di
realtà di lotta e movimento) di tutto il mondo. Hanno partecipato all’incontro
internazionale rappresentanti della lotta del popolo egiziano contro la giunta
militare, del popolo haitiano contro l’occupazione militare, del movimento
operaio spagnolo, inglese e di tutti i Paesi dell’America Latina (dal Paraguay
alla Colombia al Messico al Perù). Presente anche una rappresentanza degli
studenti cileni, protagonisti di una straordinaria stagione di mobilitazioni di
massa e occupazioni.
Parliamo del Congresso con Moustapha Wagne, responsabile nazionale Cub Immigrazione e membro del Comitato Politico Nazionale del Partito di Alternativa Comunista.
Il Brasile non è lontano, il congresso di Conlutas unisce le lotte
Sei tornato pochi giorni fa dal Brasile, dove ha partecipato, come invitato, al Congresso di CSP Conlutas (Central Sindical e Popular Conlutas) il più grande sindacato di base dell’America Latina, cosa ci racconti di questa esperienza?
E’ stata un’esperienza così forte e così importante che mi sembra che i tredici giorni che ho trascorso in Brasile corrispondano ai diciannove anni di esperienza sindacale che ho alle spalle. La Csp-Conlutas oltre ad essere la più grande confederazione sindacale di base dell’America Latina, raggruppa importanti settori dell’avanguardia operaia brasiliana e raggruppa anche settori popolari, come studenti, disoccupati, sfrattati, donne, omosessuali. Non si tratta di un’unione opportunistica, per avere visibilità, ma una reale unità di tutte le lotte, un’unità di classe, un’unità dei settori popolari e dei settori della classe lavoratrice in lotta. E’ stata un’esperienza straordinaria, ho avuto occasione di interloquire con numerosi compagni, provenienti da diversi Paesi del mondo, che erano riuniti nel congresso. Un congresso ricco, una discussione approfondita. Sono tornato con la convinzione ancora più radicata che l’unica cosa che paga è la battaglia, una convinzione che alle volte si è portati a dimenticare, qui in Italia, dove da tempo le battaglie sono ferme. In America Latina, invece, questa convinzione è radicata ed effervescente. E’ questo il regalo che voglio portare in Italia dal Brasile: la volontà della battaglia.
Hai portato al Congresso l’esperienza del sindacalismo di base in Italia, l’esperienza della Cub?
Certo, ho portato al Congresso la nostra esperienza, ho parlato con i compagni della differenza fra Cgil-Cisl-Uil, e il loro tradimento nei confronti dei lavoratori, e l’esperienza del sindacato di base Cub. Ho parlato di come i lavoratori non credono più ai sindacati perché i sindacati concertativi, per anni, non hanno organizzato la conflittualità, anzi si sono adoperati e si adoperano per spegnerla e di come il più grande sindacato italiano, la Cgil, abbia consegnato i lavoratori a Confindustria. Ho parlato della necessità di rafforzare il sindacalismo di base e di come, sotto l’attacco del governo Monti, è urgente in Italia la proclamazione di uno sciopero generale che unisca tutti i lavoratori. Mi sono soffermato sulle battaglie condotte dalla Cub e della recente entrata nella Cub di nuove energie, i compagni e le compagne dell’area, ora sciolta, “Unire le lotte”, che stanno portando contributi importanti di analisi, di conflittualità di classe e di disponibilità alla lotta.
E dopo questo Congresso?
Il prossimo appuntamento sarà a
Parigi, nel marzo 2013. Un appuntamento internazionale, importante, decisivo,
al quale ci saranno i sindacati, saranno invitati molti sindacati disponibili
al confronto e alla lotta, sarà naturalmente invitata anche la Cub, e sarà invitata anche la Lit, la Lega Internazionale
dei lavoratori, la nostra internazionale. Molti interventi durante il Congresso
hanno posto l’accento sul fatto che non è più tempo di discutere dei problemi,
è tempo di trovare le soluzioni e di agire. Basta parlare di problematiche! Ora
è il tempo della lotta, del cambiamento. L’appuntamento di Parigi avrà anche
questo compito: quello di segnare la fine di una fase e aprirne un’altra. Ci
sarà un gruppo di lavoro, un coordinamento che comincerà a lavorare prima dell’incontro
e in funzione a questo. Parigi
dimostrerà che il Brasile non è lontano.
Bisogna rivoluzionare i
sindacati, non dobbiamo mettere dei limiti, dobbiamo unire le nostre forze
senza paure, dobbiamo unirci in un’unica prospettiva: sindacato, partito e
movimento. Ognuno con il suo ruolo e la sua funzione, ma ognuno guardando al
medesimo obiettivo.
Nel periodo in cui sei stato al Congresso hai avuto anche l’occasione di partecipare all’assemblea internazionalista in occasione dei trent’anni dalla nascita della Lit; i compagni hanno scritto che hai fatto un intervento emozionante e molto apprezzato.
E’ stato un momento molto
emozionante anche per me, una grande assemblea internazionalista, svoltasi
durante gli stessi giorni del congresso di Conlutas. C’erano oltre 1200
delegati che hanno assistito agli interventi di vecchi e nuovi militanti della
Lit, la nostra internazionale che è stata fondata dal dirigente trotskista
Nahuel Moreno nel 1982 e che oggi è presente in ventitré Paesi del mondo. Ho
visto tanti giovani, giovani militanti che lottano per il loro futuro, giovani
che hanno compreso che l’unico modo per riuscire a sopravvivere in questo sistema
è quello di battersi. Fanno politica e lottano contro il capitalismo. Ho visto,
dentro un unico grande progetto, gente di tutti i Paesi: tantissimi giovani e
donne, uomini, vecchi. Tutti uniti, senza egoismo, hanno lanciato una sfida
internazionale per combattere il capitalismo. Ho toccato con mano la serietà
della loro militanza, la loro passione, un grande modo di concepire la
politica. La politica non come opportunità di lavoro, di carriera, ma un fare
politica e militanza con straordinaria generosità.
Mi ha colpito che diversi
compagni, che non avevo mai visto, sapevano della candidatura a Verona di
Ibrahima Barry, avevano seguito il PdAC, sapevano della situazione politica
dell’Italia e di Verona, della nostra battaglia contro il razzismo e il capitalismo.
Una vera internazionale nella quale circolano le esperienze e nella quale si
tende a un unico obiettivo.
Non bisogna pensare al proprio giardino, alla propria
nazione o al proprio partito locale. Bisogna unire le forze dei cinque continenti
in un unico partito mondiale.
14 maggio 2012





















