Partito di Alternativa Comunista

Alcoa La lotta non si ferma

Alcoa

La lotta non si ferma

Gli operai in rivolta

 

di Luigi Pisci (*)

I recenti sviluppi della vertenza dell’industria dell’alluminio in Sardegna rendono opportuno aggiornare i profili di una tragedia sarda che vede negli operai le vittime predestinate. Stiamo parlando della più grande fabbrica produttrice di alluminio d’Italia, che deve combattere non solo per la sua sopravvivenza, ma anche contro l’immagine pregiudiziale e distorta di industria residuale in perdita. Infatti l’Alcoa produce (o meglio, produceva) alluminio a costi contenuti e di ottima qualità, nonostante i costi dell’energia fossero tre volte maggiori che altrove. La decisione aziendale dei padroni statunitensi non è stata legata alla mancanza di competitività ma alla possibilità di fare maggiori profitti altrove. Il vero valore aggiunto della fabbrica, gli operai, stanno subendo una vera e propria odissea vertenziale, fatta di promesse mancate, improbabili nuovi acquirenti ma anche di una capacità mobilitativa straordinaria. 

Nell’ultimo articolo pubblicato sul nostro sito scrivevo dello spegnimento delle celle elettrolitiche dell’Alcoa, una sorta di punto di non ritorno tecnico-industriale, la soglia psicologica oltre la quale gli addetti ai lavori dicono: “le celle sono spente. Ora è davvero tutto perduto”. Ebbene, il 2 novembre, verso le sei del mattino, la cella numero 1124, l’ultima ancora i funzione, è stata spenta. In concomitanza con questa nefasta novella i rappresentanti sindacali della fabbrica hanno ricevuto la notizia che la richiesta per l’ennesimo corteo a Roma davanti a Palazzo Chigi è stata respinta.

La rabbia operaia accumulata nei mesi anziché trovare valvole di sfogo veniva così sottoposta ad ulteriori terribili pressioni. Il 9 novembre le maestranze sono nuovamente scese sotto il Palazzo del governo Regionale per rivendicare il rispetto della loro dignità e il diritto al lavoro.

Si giunge così all’appuntamento del 13 novembre, giorno in cui, nella vasta miniera di Serbariu, si è tenuto l’incontro istituzionale sulla crisi del Sulcis tra governo, sindacati e Amministrazioni locali. In rappresentanza del "governo dei tecnici", il ministro Passera, il ministro Barca e il sottosegretario De Vincenti. Tuttavia gli operai non si fanno impressionare da questa qualificata presenza istituzionale. Sanno bene che tutte le promesse fatte sono cadute nel vuoto, sanno bene che non c’è nessun nuovo acquirente per l’Alcoa, sanno bene che quei ministri non rappresentano la speranza in una soluzione condivisa e salvifica, ma sono scesi da Roma per certificare l’ennesima rassicurazione fallace. Ancor prima dell’arrivo dei rappresentanti del governo gli operai decidono di entrare in azione e di misurare la loro disperazione con un potere lontano, ostile, freddo. Circondano le transenne che separano lo spiazzo dal luogo del vertice, le premono con la forza dei loro corpi, le sollevano e se ne disfano. Mentre negli uffici della miniera inizia la riunione e le forze dell’ordine cominciano a pianificare il loro intervento, gli operai cominciano a bloccare i collegamenti stradali, innalzando barricate a cui danno fuoco. Il bilancio della giornata, una vera e propria rivolta operaia contro il potere, è di 26 agenti contusi.

I rappresentanti del governo sono costretti a lasciare il luogo del vertice in elicottero, come gli ambasciatori di un monarca decotto. La loro presenza sull’isola non verrà ricordata gioia: nessuna soluzione per Alcoa, nessun acquirente, nessuna iniziativa statale per salvarla. Il Ministro Passera, commentando l’accaduto, ha detto: “La scelta di lasciare il sito in elicottero è stata felice e risolutiva. Nelle strade c’erano blocchi, ma se avessi voluto li avrei fatti rimuovere”. Tradotto: cari operai, dopo anni di carote, state attenti: potremo cominciare ad usare solo il bastone.

Pur tuttavia, nonostante la moderazione sindacale e la ferocia dei padroni, questa vitalità operaia, corredata da una certa combattiva unità, pur perdendo di fatto la vertenza, è riuscita a strappare al governo, insieme alla cassa integrazione per i lavoratori Alcoa, anche un accordo per garantire ammortizzatori ai lavoratori degli appalti. E' la dimostrazione che solo la radicalizzazione operaia paga, ottenendo come sottoprodotto qualche concessione, e pagherebbe ancor di più con robuste sponde politiche e sindacali coerentemente filo-operaie e anti-capitaliste, che potrebbero imporre risultati veri.

La classe politica sarda, incalzata dalle iniziative operaie, si agita goffamente attorno ad un corredo di soluzioni tampone, proposte di rilancio, progetti ad “alto tasso di innovazione tecnologica”. La sfida è riuscire a fare in pochi mesi ciò che per decenni è rimasto insoluto, dimenticato, strumentalizzato. Noi comunisti dubitiamo fortemente che sfruttatori e lacché trovino soluzioni credibili e durature alla crisi della Sardegna. Siamo convinti che la forza operaia che si è liberata in queste settimane sia un punto di partenza per costruire un tessuto sociale combattivo e determinato a svincolarsi dalle logiche che ci stanno trascinando nel baratro. Il nostro riscatto passa dalla capacità degli sfruttati di trovare strade indipendenti verso l’emancipazione. Tutti gli operai e le operaie sarde possono stare certi che il Partito di Alternativa Comunista non smetterà mai di lottare per questo necessario obbiettivo.

 

 

(*) Pdac Sardegna

Collabora con noi

Collabora con noi

Vieni a conoscere il Partito, compila il modulo per collaborare con noi o iscriverti alla nostra newsletter.
I campi contrassegnati da sono obbligatori.


Il campo per collaborare col partito è opzionale

 

Campagne ed Iniziative





Dal fiume al mare 

di Francesco Ricci

 

 

La storia nascosta del sionismo

di Ralph Schoenman

 

 

 

 il libro che serve per capire Lenin

 





MODENA
21 FEBBRAIO
 
 
 

Alessandria
31 gennaio
 

domenica
25 gennaio
 
 

lunedì 19  gennaio
 
 
 

Siena, 22 gennaio
 

Bari 14-dicembre
 
 

 24 novembre zoom nazionale 
 
 

12 novembre Roma
 
 
 
 

 
Giovedi 24 ottobre
 
 

domenica 19 ottobre
 
 

 
7 ottobre 2023 - 7 ottobre 2025
 
Zoom nazionale
a sostegno della Resistenza palestinese

 


 

Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale

NEWS Progetto Comunista n 149

NEWS Trotskismo Oggi n 25

Ultimi Video

tv del pdac