Bari
Blocchi alla Bridgestone.
Ritirare subito i licenziamenti!
Il sostegno militante del Pdac alla lotta
di Michele Rizzi (*)
Seguiamo ormai da tre anni la vertenza in Bridgestone, multinazionale giapponese, leader mondiale nella produzione di pneumatici con l'unico stabilimento in Italia a Bari. Una vertenza nata da vari accordi sciagurati, firmati da sindacati confederali e dalle Istituzioni, che hanno previsto licenziamenti e incentivi all'esodo dal lavoro, oltre a cospicui finanziamenti pubblici per il padronato.
Dai
referendum di fabbrica nella scorsa estate, da noi sostenuti per dire No agli
accordi (uno vinto e l'altro perso di misura), con la creazione del Comitato
per il NO, diventato poi Comitato dei lavoratori in lotta Bridgestone, fino
alla cacciata di una cinquantina di lavoratori dalla fabbrica venerdì scorso
che ci ha portato ad organizzare la mobilitazione per la giornata di lunedì 11.
Una
giornata intensa che è partita con un presidio davanti alla multinazionale, con
un incatenamento dei lavoratori licenziati (letteralmente sbattuti fuori il
venerdì come "soggetti indesiderati" ed esuberi, tra cui alcuni Rsu
di un sindacato aziendale che non aveva accettato i licenziamenti), un blocco
stradale nella zona industriale di Bari che ha mandato in tilt il traffico e
poi il picchetto davanti all'entrata che ha bloccato l'inizio del secondo turno
lavorativo, bloccando l'entrata dei lavoratori.
Di
fatti, abbiamo proclamato noi lo sciopero, bloccando l'entrata dei lavoratori e
bloccando la produzione per l'intera giornata.
I
sindacati confederali, firmatari degli accordi vergogna, sono stati contestati
duramente quando si sono presentati ai cancelli chiedendo di lasciar passare i
lavoratori del secondo turno. A loro è stato chiesto di proclamare lo sciopero
contro i licenziamenti (di fatti contro gli accordi che loro stessi avevano
firmato), cosa che non ritenevano di fare.
Dopo
ore di blocco davanti ai cancelli, le Rsu dei sindacati confederali, sono state
costrette a proclamare lo sciopero per due giorni, sancendo la prima vittoria
parziale della mobilitazione che prosegue ancora adesso con il blocco ai
cancelli.
La
direzione della Bridgestone, una delle multinazionali più importanti al mondo,
è stata tenuta sotto scacco, colpita dal punto di vista economico con il blocco
della produzione e dal punto di vista mediatico, vista l'eco che ha avuto sui
mass media.
Adesso
proseguiremo la lotta con nuove mobilitazioni e nuove forme di lotta, fino al
ritiro dei licenziamenti, perché la Bridgestone è dei lavoratori e non di una
cricca di capitalisti senza scrupoli che vengono qui a sfruttare e a
licenziare, trovando politici borghesi compiacenti e dopo aver sfruttato ricchi
finanziamenti pubblici oltre ad agevolazioni fiscali e contributive.
(*) coordinamento Pdac Puglia




















