Partito di Alternativa Comunista

"Bologna la rossa" non c'

"Bologna la rossa" non c'è più

Brevi note su tre anni di governo Cofferati

 

Daniele Patelli

 

Parlare della giunta Cofferati, dell'operato del Sindaco di Bologna e della posizione dei partiti della "sinistra radicale" ricorda i cahiers des doleances della rivoluzione francese: non si può ricordare tutto, troppe sono le malefatte ormai divenute quotidiane; ormai chi è di Bologna o abita a Bologna si interroga solo su "cosa tirerà fuori ancora dal cilindro?". Lo ammetto: io ero, sono e sarò sempre prevenuto; sarà che ho visto la controriforma delle pensioni quando furono indotti a votare sì dei pensionati terrorizzati; sarà che ricordo i Patti del '93 con la distruzione dei diritti sindacali; insomma, forse mi è anche antipatico quel suo eterno sorrisetto che sembra dire che "qui comando io"...

Tutto cominciava con i 700 comitati prelettorali: "io non farò niente senza consultazione", "io ascolterò tutti", "non prenderò nessuna decisione verticista" ecc. ecc., questo diceva il Sergio Gaetano e moltissimi, dopo i cinque anni fatali della giunta di destra, gli diedero fiducia, un po' incoscientemente forse, senza considerare il passato e le azioni. Poi... poi appena insediato attaccava quella miseria dell'incentivo dei lavoratori del Comune per diminuirlo del 30% arrivando a dire che "i soldi non ci sono ora e non ci saranno mai!": cataclisma politico! Un timido e imbarazzato Giordano viene mandato a contrastarlo, ma fallisce; sarà una lunga, defaticante trattativa sindacale a sciogliere il nodo. Poi troppe cose: la diminuzione dei posti agli asili nido, l'aumento dei precari, la bocciatura della "metropolitana di destra" che aveva già i finanziamenti e poi il dirigismo. Quando si pensa alla giunta di Bologna si pensa solo a Cofferati, gli altri non esistono, scompaiono e soprattutto tacciono. Il Consiglio è blindato e parla solo chi è d'accordo con il Sindaco nella maggioranza; hai voglia ad attaccarlo: lui è sereno, immutabile, raramente si innervosisce, sa di avere tutto il potere e lo esercita, ma se qualcuno mette in dubbio quanto dice si innervosisce. Poche settimane fa il sindaco ha avviato le consultazioni di metà mandato con i cittadini partecipando alle sedute dei quartieri: inutile dire che la claque degli ultrasettantenni diessini "fedeliallalinea" era entusiasta e assordante. Purtroppo c'è sempre qualche scocciatore, infatti è capitato che alcuni appartenenti al MeetUp degli amici di Beppe Grillo siano intervenuti sia al Quartiere Arno che al San vitale, ponendo domande sull'inquinamento, sull'inceneritore e (orrore orrore) osando filmare il Sindaco: si sono presi delle velate minacce di denuncia ("ci sono ancora delle leggi....!"), non hanno avuto risposta e stranamente sono stati messi infondo alla lista delle domande del pubblico. Forse non è importante questo, ma non è significativo?

Chiedo ai lettori di scusarmi, ma ora farò un piccolo elenco delle ultime decisioni: la più bella è l'avere cercato di cacciare i privati dalla Biblioteca della ex Sala Borsa e, quando questi se ne sono andati lasciando 40 disoccupati, non riassorbiti dall'ente pubblico, a costoro non è rimasto che andare da Santoro a Annozero, sono tuttora a spasso. Ma l'ultima è clamorosa: poche settimane fa si è svolta anche a Bologna una manifestazione contro i Cpt cui hanno aderito qualche migliaio di cittadini; la manifestazione è terminata tranquillamente tranne sporadici scontri di una minoranza del corteo che volevano oltrepassare la linea rossa davanti al Cpt in via Mattei, ma poca roba. Stavolta il Sergio Gaetano è stato geniale: ha chiesto ai manifestanti di pagare i danni all'asfalto procurati durante la manifestazione e successivi scontri. Tutto si può dire di Cofferati, ma non che non sia creativo, ha immaginazione, è veramente l'immaginazione al potere. Poi, last but not least, a Bologna il problema non è il centro storico intasato ed inquinato, i gioiellieri con le Bmw davanti al negozio nel centro storico, l'Ici a livelli faraonci come l'Irpef, l'estromissione delle fasce più povere dal centro verso l'estrema periferia... No, assolutamente! Il problema è la legalità, l'ordine, la sicurezza, anzi il vero problema è la zona universitaria in cui si beve, ci si droga e ci sono (udite, udite!) i punk-a-bestia (che se non altro adottano i cani abbandonati del canile municipale...), questa è la vera orda dei barbari, il "degrado" del centro storico; per cui via ai carri armati, alle ordinanze, ai poliziotti di quartiere, fino alla chiusura dei luoghi di ritrovo del centro per fare posto ai locali dell'Happy Hours, tipo Milano insomma.

Sapete una cosa? Quando penso al Sindaco di Bologna lo associa subito alla Signora Sindaco di Milano ed ai suoi cortei per la sicurezza. A questo punto non rimane molto da dire, l'essenziale è stato portato alla vostra attenzione, ma una cosa è importante: ormai da molto tempo non esiste più "Bologna la Rossa".

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