Partito di Alternativa Comunista

Un casus belli per l'imperialismo

11 settembre
Un casus belli per l'imperialismo


Francesco Ricci


La differenza tra un gatto e una bugia è che il gatto ha solo nove vite. Questo aforisma di Mark Twain ben si adatta all'inestinguibile cumulo di bugie che il governo statunitense ha raccontato sui fatti dell'11 settembre, cioè sugli attentati che nel 2001 colpirono le Torri Gemelle e il Pentagono.
Su quelle vicende e soprattutto sulle incredibili versioni dell'amministrazione Bush sono state pubblicate, negli ultimi tempi, una gran quantità di inchieste, articoli e libri e su diversi siti web vari ricercatori e giornalisti e anche diversi squinternati hanno facile gioco a dimostrare le tante incongruenze della ricostruzione ufficiale. Anche alcune trasmissioni televisive in Italia hanno dedicato spazio al tema. La maggioranza di queste trasmissioni e la grande stampa borghese hanno in generale ridicolizzato le ricostruzioni "alternative", accettando come buona la versione di Bush. Evidentemente è troppo forte la necessità di preservare la mitologia che è stata costruita attorno all'11 settembre e che è servita a legittimare le guerre successive, dall'Afghanistan all'Irak, e che tuttora serve per alimentare la campagna dell'imperialismo (statunitense ed europeo) contro il Male che, nelle sue varie sembianze, da Bin Laden a Ahmadinejad, dai Talebani al "pericolo islamico", in generale si nasconde vicino ai pozzi di petrolio.

Tra i tanti libri usciti sull'argomento, uno abbastanza interessante è 11 settembre, Bush ha mentito di Philip Berg e William Rodriguez, con prefazione di Giulietto Chiesa (Ed. Riuniti, 2006). Di là dal patriottismo kennedyano degli autori (e del presenzialismo di Chiesa), il testo ha il pregio di esporre una serie di elementi sufficienti a demolire la versione ufficiale. Il libro raccoglie la denuncia legale che Rodriguez, guardiano delle Twin Towers, ha sporto contro il governo degli Stati Uniti.
Tolte varie circostanze che sarebbero giustificabili anche affidandosi alla versione ufficiale, rimangono alcuni punti che ne dimostrano la completa e grossolana falsità. Tra questi: a) Rodriguez testimonia di aver sentito esplosioni ai piani sotterranei poco prima dell'impatto del primo aereo. Cariche di esplosivo che a suo dire sarebbero state poste due giorni prima dell'11 settembre quando ci fu una interruzione programmata della corrente nelle Torri per consentire delle presunte riparazioni, disattivando le telecamere; b) molti tecnici di fonte non governativa concordano nel dire che il crollo delle Torri fu causato da cariche esplosive e non dallo scoppio degli aerei. Questo spiegherebbe anche il misterioso ordine di far sparire le macerie degli scavi, trasportandole segretamente all'estero e spiegherebbe il perché parti delle strutture in acciaio sarebbero state trovate completamente fuse, quando ciò è possibile solo a una temperatura doppia di quella prodotta dalla combustione degli aerei; c) i tempi di reazione della Difesa statunitense, anche ammettendo una possibile confusione, sono inspiegabili. Raffrontando le testimonianze di vari militari (ognuna in contrasto con le altre), gli autori dimostrano che i tempi di intervento (o meglio: mancato intervento) dei caccia americani non si accordano con l'orologio, con gli orari dichiarati dei decolli, con la velocità di questi aerei.

Sulla base di questi e di altri punti (anche relativi all'aereo che avrebbe colpito il Pentagono e di cui non esistono tracce né un "buco" e un danno di dimensioni comparabili con le dimensioni di un aereo di linea), a cui i sostenitori della versione ufficiale (anche sulla stampa italiana) non sanno rispondere se non ironizzando sulle "dietrologie", sono state avanzate infinite ipotesi alternative sul reale svolgimento dei fatti. Alcune sono effettivamente fantasiose: ma ciò non inficia il fatto che la più fantasiosa di tutte appare essere la versione governativa.

Comunque, anche volendo accantonare le centinaia di cose che non tornano nella storia dell'11 settembre, basterebbe ricordarsi che nella storia degli ultimi sessant'anni l'imperialismo Usa ha sempre fabbricato dei pretesti, dei casus belli, per convincere l'opinione pubblica della necessità di una nuova guerra. Nel 1941 lasciando che fosse colpita la base di Pearl Harbor; nel 1964 con la costruzione dell'"incidente" del Golfo del Tonchino, pretesto per l'attacco al Vietnam; nel 1989 con la costruzione del caso "Lockerbie", pretesto per l'aggressione alla Libia; con l'Irak inventando l'esistenza di "armi di distruzione di massa" (la famosa fialetta di antrace esibita da Colin Powell)...
Ciò non significa, ovviamente, pensare che tutto quanto accade al mondo sia opera della Cia. Il terrorismo islamista esiste ed è una delle forme attraverso cui si esprime in assenza o debolezza di direzioni rivoluzionarie e comuniste la reazione dei popoli oppressi dall'imperialismo e dalle sue ripetute occupazioni neocoloniali.

La cosa più probabile (anche se non sapremo mai la verità) è allora che l'11 settembre il governo statunitense abbia consentito (ignorando i movimenti dei dirottatori nelle settimane precedenti e ritardando l'invio dei caccia) o forse persino favorito (magari con delle cariche nelle Torri Gemelle e con un missile sul Pentagono) gli attentati dei seguaci di Al Quaeda: utilizzando le vittime di quel giorno (e tra loro anche tanti lavoratori, non dimentichiamolo) per giustificare le guerre successive.

Il capitalismo non può fare a meno delle guerre per preservare e accrescere i propri profitti. L'imperialismo con la sua "guerra al terrrorismo" (o, nella versione europea, con le "guerre umanitarie", con e senza caschi blu dell'Onu) ha sempre bisogno di menzogne per "giustificare" i bombardamenti, le migliaia di vittime e i massacri che compie in nome della "democrazia" e della "libertà". Guardando alla storia delle guerre (dall'attentato a Sarajevo all'arciduca Ferdinando in poi), anche se mancassero le prove sulle menzogne ufficiali relativamente all'11 settembre, potremmo quindi concludere che la verità non richiede l'acume di Mr Holmes e l'ausilio del fido Watson per essere rivelata. Basta guardare con lenti di classe quello che la borghesia fa in ogni angolo del pianeta, la sua logica di sfruttamento e distruzione, per sapere sempre con certezza chi è il primo vero responsabile della barbarie che infesta il mondo.







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