Partito di Alternativa Comunista

Il Fronte di Sinistra, un grande successo politico

(L'articolo che potete leggere qui sotto è stato scritto prima del secondo turno delle elezioni. Ad integrazione, pubblichiamo nella pagina accanto una dichiarazione dei compagni del Pstu sull'esito finale del ballottaggio e l'editoriale di Opinione socialista, organo del Pstu)

Elezioni in Brasile
Il Fronte di Sinistra, un grande successo politico

Eduardo Almeida Neto*


La partecipazione del Fronte di Sinistra alle elezioni, appoggiando la candidatura di Heloisa Helena, è stata di grande importanza. Questa affermazione iniziale è necessaria, poiché questo bilancio può apparire errato visto il piccolo numero di deputati eletti per il Fronte. Molti considerano il numero di parlamentari eletti come l’elemento centrale per trarre il bilancio delle elezioni. Da questo punto di vista il Fronte sarebbe stato completamente sconfitto, visto che il Psol, che precedentemente contava sei parlamentari, ne ha eletti solo tre, e il Pstu non ne ha eletto nessuno.
Ma dal nostro punto di vista, questo è un criterio sbagliato. È fondamentale focalizzare l’importanza politica del Fronte di Sinistra come un fronte alternativo ai due blocchi borghesi maggioritari, riuniti attorno alle candidature di Lula e Alckmin. Era fondamentale unificare l’avanguardia che ha preso vita nell’esperienza contro il governo Lula presentando una alternativa per i lavoratori e i giovani. Questo è stato il risultato più importante e che non ci sarebbe stato con una dispersione della sinistra in diverse candidature, senza alcuna possibilità per nessuna di queste di rappresentare una alternativa forte.
Per questo siamo soddisfatti dei 6,5 milioni di voti ottenuti da Heloisa Helena. Le votazioni hanno motivazioni diverse e a volte molto complesse, però possiamo in generale attribuire questi voti ai lavoratori e ai giovani che hanno rotto con il governo di Lula da sinistra e non accettano di appoggiare la destra di Alckmin. Per i contatti che abbiamo con la base, possiamo dire che nei settori organizzati sindacalmente (come metalmeccanici, bancari, docenti, lavoratori di Correos, etc.), la percentuale di Heloisa è stata qui più alta che sul totale della popolazione.

Su che criterio bisogna basare il bilancio?

Il Pstu è un partito rivoluzionario che ha come strategia la rivoluzione socialista a cui si potrà arrivare solo tramite grandi mobilitazioni di massa. I grandi cambiamenti (come la riforma agraria, la rottura con l’imperialismo) non verranno dalle elezioni.
La grande borghesia controlla e manipola le elezioni, finanziando la campagna dei suoi partiti per poter acquistare “favori”. La borghesia può fare questo grazie al suo dominio economico, al controllo delle televisioni e dei giornali, grazie alla compravendita diretta dei voti etc.
La democrazia borghese serve per questo. Per esempio, adesso, tutta la rabbia delle masse contro i politici e i partiti è stata trasformata in una pressione per il voto utile per Lula o per Alckmin, due rappresentanti dello stesso progetto. Questa è una chiara dimostrazione di come questa democrazia sia una farsa. Seguirà una nuova frustrazione. Per questo non si può cambiare il paese tramite le elezioni, che sono controllate dal grande capitale. Si può cambiare seriamente solo attraverso grandi mobilitazioni che culminino in una rivoluzione.
In questa prospettiva, le elezioni possono essere importanti come punto d’appoggio per le lotte dirette. L’elezione di parlamentari impegnati nella lotta contro le controriforme su lavoro e Previdenza che il futuro governo (sia di Lula o di Alckmin) si appresta a operare sarebbe stato molto importante. Però ciò che è decisivo è l’esistenza delle lotte, perché non sarà “convincendo” la maggioranza dei deputati che bloccheremo le controriforme, ma esercitando una forte pressione nei confronti di questo Congresso tramite le lotte. Per questo, per noi la mancata elezione di deputati è un male, ma non è l’elemento decisivo per trarre un bilancio del Fronte di Sinistra. Quello che è fondamentale è la sua importanza politica agli occhi dei lavoratori.
La prospettiva riformista è il contrario della nostra. Il Pt, così come tutti i partiti riformisti elettoralisti, vive di elezione in elezione. Non è impegnato in una prospettiva rivoluzionaria e di lotta. Inoltre, i quadri dirigenti di questi partiti vivono degli stipendi degli eletti (deputati e assessori), degli impieghi nel governo o direttamente grazie alla corruzione. Dipendono per la loro sopravvivenza dal denaro che viene dall’apparato dello Stato. Per questo, per costoro l’elezione dei propri parlamentari è un problema di vita o di morte. Nasce da qui il “tutto è lecito” nelle elezioni, il ribasso sul programma, le alleanze con qualsiasi partito borghese. Per questi partiti, l’unico bilancio è il numero di deputati eletti.
Noi abbiamo un altro criterio, riaffermiamo che il bilancio del Fronte di Sinistra è positivo, per aver permesso che si presentasse una alternativa di sinistra unificata tra il Psol, il Pstu e il Pcb, contro Lula e Alckmin.

Gli errori commessi

Rivendicare il Fronte di Sinistra non significa ignorare gli errori commessi. Il primo di questi ha a che fare con il programma dello stesso Fronte. La base programmatica accordata in comune tra Psol, Pstu e Pcb è stata definita dal Manifesto del Fronte di Sinistra, che collocava come asse della candidatura di Heloisa Helena la rottura con l’imperialismo (espressa specialmente nella sospensione del pagamento dei debiti esterni e interni) e nella lotta contro le riforme neoliberali (in particolare quelle su lavoro e Previdenza).
Anche senza assumere con chiarezza le posizioni del Manifesto, la candidatura di Heloisa è cresciuta dall’iniziale 5% fino all’11-12%. L’immagine “radicale” di Heloisa, con la sua posizione combattiva, anche senza un programma chiaro, ha assicurato questa crescita nella fase iniziale della campagna.
Quando è arrivata l’ora di presentare il programma elettorale in Tv, è iniziato un secondo e più difficile periodo della campagna, nella quale ci siamo trovati di fronte alla diseguaglianza dei tempi in Tv. Abbiamo avuto un minuto contro sette di Lula e dieci di Alckmin (ciò è dovuto alla legge elettorale che definisce i tempi di esposizione dei parlamentari di ogni partito o fronte elettorale). Era necessario affrontare questa lotta diseguale con una prospettiva programmatica chiara, intorno ad alcuni assi che potessero essere elaborati a livello nazionale con il tempo in Tv dei differenti Stati. Era il momento di presentare le proposte contenute nel Manifesto, nella lotta contro il potere delle banche, nella differenziazione da Lula e Alckmin, nella denuncia delle controriforme e nella difesa della rottura con l’imperialismo.
Non è questo ciò che si è fatto. La strategia televisiva di Heloisa è stata discussa solo in una riunione del coordinamento del Fronte, e poi si è fatta una cosa molto differente dalle conclusioni concordate. Nei programmi televisivi si è tentato di attenuare l’immagine “radicale” di Heloisa con apparizioni di poco o nessun contenuto programmatico. L’obiettivo era chiaro: cercare, con una immagine meno “radicale”, di crescere nei sondaggi. Di fatto, nelle trasmissioni non era espressa una polarizzazione chiara contro Lula e Alckmin. Solo quando Alckmin ha cambiato tattica e iniziato ad attaccare seriamente Lula, anche Heloisa ha cominciato a farlo.
Per di più, Cesàr Benjamin, candidato a vicepresidente, ha presentato una proposta di programma opposta al contenuto del Manifesto. La proposta di Cesàr, assunta da Heloisa, era appena la riduzione del tasso d’interesse, lasciando da parte la rottura con l’imperialismo e la lotta contro le controriforme. Dall’altro lato, Heloisa ha difeso apertamente posizioni contrarie a quella dei movimenti sociali, ad esempio la sua posizione contro l’aborto contraria a tutti i movimenti delle donne.
Nonostante questo, la manovra non è riuscita ad aumentare il peso elettorale di Heloisa. A fronte della polarizzazione tra Lula e Alckmin, gli indici sono calati fino a tornare al 6,5% iniziale. Si è persa così una occasione molto grande. Con un profilo programmatico chiaro, avremmo potuto far progredire la coscienza di una parte dei lavoratori e della gioventù, nello stesso momento in cui prepariamo le future lotte contro le controriforme.

Prepotenze del Psol durante la campagna elettorale

Durante la preparazione della campagna ci siamo trovati ad affrontare un aspetto negativo del Psol, con la imposizione della candidatura di Cesàr Benjamin alla vicepresidenza. Questa candidatura spettava al Pstu, nella persona di Zé Maria, dirigente sindacale metalmeccanico e della Conlutas. L’imposizione di una formula nazionale del Psol (presidenza e vicepresidenza) ha rivelato un’attitudine prevaricatrice ed ha minacciato la concretizzazione del Fronte. Il Pstu, per garantire l’esistenza del Fronte, ha accettato di cedere il vicepresidente, lanciando le candidature al Senato del Fronte a San Paolo, Rio de Janeiro e Rio Grande do Sul.
Questa posizione equivoca del Psol è tornata a manifestarsi durante la campagna. Heloisa ha dato la precedenza alla campagna di alcuni candidati (rilasciando dichiarazioni di appoggio, ad esempio a Ivan Valente e Fantazini a San Paolo e Babà a Rio de Janeiro) a discapito degli altri candidati del Fronte.
In particolare il Pstu è stato colpito direttamente da questa pratica equivoca, che nemmeno Lula aveva seguito, in passato, all’interno del Pt. Abbiamo appoggiato una candidata a presidente che ha appoggiato alcuni candidati del Psol e non i nostri.
Alla stessa maniera è stato un errore la mancanza di appoggio di Heloisa in quegli Stati in cui il Pstu esprimeva la candidatura a governatore per il Fronte, come nei casi di Minas e Sergipe. Minas, essendo il terzo collegio elettorale del Paese, ha ricevuto quasi tutte le settimane la visita di Lula e di Alckmin. Heloisa ci è stata solo due volte e solo per poche ore.
Il caso di Sergipe è stato ancora peggiore in quanto Heloisa ha voluto appoggiare “anche” Joào Fontes, candidato a governatore per il Pdt (uno dei partiti della borghesia). I militanti del Pstu e del Psol locali hanno reagito apertamente contro questa posizione. L’accordo nazionale tra i partiti che formano la base del Fronte impediva la realizzazione di fronti con partiti borghesi a livello locale. Nell’unico viaggio di Heloisa a Sergipe è stata ricevuta (come nel resto del Paese) dai militanti del Pstu e del Psol all’aeroporto. Nonostante questo, è uscita dall’aeroporto con Joào Fontes, e ha sospeso l’attività di agitazione di strada decisa precedentemente, generando una forte reazione tra i militanti del Psol e del Pstu della regione.

Una volta di pù, l’importanza del Fronte

I problemi occorsi durante la campagna non ci hanno fatto ricredere sull'importanza della costituzione del Fronte di Sinistra. Al contrario, torniamo ad affermare come sia stato un grande successo poter presentare una alternativa elettorale unitaria. Immaginiamo cosa sarebbe accaduto, di fronte alla enorme polarizzazione tra Lula e Alckmin (e con appena un minuto in TV) se la sinistra si fosse presentata divisa alle elezioni.

Questi 6,5 milioni di voti dati a Heloisa sono un patrimonio politico importante per il futuro del Paese. E’ inevitabile che le masse facciano la loro esperienza con il futuro governo. E i settori di lavoratori e giovani che hanno votato Heloisa potranno essere all’avanguardia delle lotte contro questo governo.

E ora? Proseguire lottando uniti

Oltre ad essere stato un successo politico, l’esperienza del Fronte di Sinistra è stata molto importante per le direzioni e i militanti dei tre partiti, così come per gli indipendenti che si sono uniti alla campagna. Abbiamo acquisito una maggior conoscenza delle posizioni, dei metodi, delle esperienze di ognuno.
Adesso è importante affrontare una riflessione collettiva di bilancio di queste elezioni, così come verificare le possibilità di mantenere l’unità sulle lotte comuni.
La prima di queste consiste nel discutere la posizione da assumere per il secondo turno. Il Pstu propone che si tenga una riunione del coordinamento del Fronte per discutere questa posizione. Noi facciamo appello per il voto nullo, che è l’unica posizione coerente con quello che abbiamo dichiarato durante il primo turno su Lula e Alckmin. E crediamo che sarebbe molto importante avere una posizione unitaria in questo senso.
Alla stessa maniera, crediamo fondamentale iniziare già a preparare in comune le lotte contro le controriforme del lavoro e della Previdenza, già annunciate dal futuro governo, sìa guidato da Lula o da Alckmin. La Conlutas (Coordinamento Nazionale delle Lotte) sta preparando una campagna nazionale e sta discutendo di una assemblea Nazionale con tutte le forze che sono contrarie a queste controriforme, appartengano o meno alla Conlutas.

*Direzione Nazionale del Pstu (sezione brasialiana della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale, Lit-Ci),
direttore di Opinione Socialista





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