Partito di Alternativa Comunista

Dichiarazione del Pstu (Partito Socialista dei Lavoratori Unificato) sulla vittoria di Lula

Dichiarazione del Pstu (Partito Socialista dei Lavoratori Unificato) sulla vittoria di Lula


I risultati del secondo turno delle elezioni mostrano che Lula è stato rieletto presidente della Repubblica. Il candidato del Pt ha ottenuto il 60,83% dei voti validi contro il 39,17% di Geraldo Alckmin. Di fronte a ciò, il Pstu che nel secondo turno ha dato indicazione di voto nullo, dichiara:
1. Le elezioni hanno evidenziato il rifiuto nei confronti dell’opposizione di destra. Il Psdb e il Pfl, partiti della destra tradizionale del paese, desideravano tornare al governo per rubare e applicare la politica economica che favorisce i ricchi e danneggia i lavoratori. Alckmin è l’espressione di questo settore e la sua immagine è associata a quella di Fernando Henrique Cardoso (Fhc), odiato dai lavoratori e dal popolo.
2. Nel 2002 Lula fu eletto sulla spinta di un forte sentimento di “cambiamento”. Questa volta la storia è molto differente. I lavoratori non hanno la stessa aspettativa di prima, perché hanno già fatto l’esperienza di un governo del PT. Durante il suo primo mandato il governo Lula mantenne la stessa politica economica neoliberista del Fhc: tagliò migliaia di milioni alla sanità, all’educazione e alla riforma agraria, per garantire il pagamento del debito interno ed estero, e portò avanti le misure che la borghesia brasiliana e il capitale finanziario internazionale esigevano, come la riforma delle pensioni.
3. Il risultato delle lezioni si spiega, in parte, con il fatto che molti lavoratori hanno votato Lula “contro il ritorno della destra” al potere. La relazione dei “tucani” (simbolo del Psdr, NdR) con i processi di privatizzazione degli anni '90 colpì profondamente la popolazione e fu ampiamente sfruttata da Lula nella sua campagna elettorale. I lavoratori hanno fatto l’esperienza delle privatizzazioni e sanno che hanno portato solo danni per il popolo e beneficio per un pugno di imprenditori che hanno comprato le imprese statali a prezzo regalato. Lula si è appoggiato al rifiuto del popolo alle privatizzazioni per ampliare il suo vantaggio elettorale su Alckmin. Tuttavia il presidente Lula mai si è opposto veramente alle privatizzazioni. Fino ad oggi non si è fatta alcuna rinazionalizzazione e neppure il tentativo. Peggio ancora il governo del PT ha proseguito la privatizzazione, in modo velato, delle imprese statali. A differenza del Fhc, Lula non svende attraverso la Borsa. La svendita avviene in forma silenziosa, con l’apertura del capitale delle imprese all’investimento privato, con la svendita delle nostre riserve di petrolio e l’ampliamento della terziarizzazione dei servizi. I lavoratori che hanno votato Lula debbono rivendicare la rinazionalizzazione delle imprese vendute e la fine della graduale privatizzazione delle imprese che sono rimaste statali.
4. Lula non governa né ha mai governato nell'interesse dei lavoratori. Il fatto che Lula sia stato un dirigente operaio confonde la coscienza di milioni di lavoratori. Il suo è un governo di destra, ma con il volto di un operaio. Lula governa per la borghesia e applica programmi economici al servizio delle grandi imprese e dell'imperialismo. Come Lula stesso ha riconosciuto, sotto il suo governo "i ricchi, le imprese e le banche hanno guadagnato più che mai" (dichiarazione a Folha de Sao Paulo, 18/9/2006). D'altra parte, bustarelle e scandali dimostrano che il governo Lula ha imitato la corruzione dei governi di destra di Collor e Cardoso.
5. Nel suo secondo mandato il presidente tenterà di concludere l’attacco che non era riuscito a portare a termine nel primo mandato, a causa della crisi politica dell’anno scorso (scandali, mobilitazioni, ecc.). Per il suo prestigio tra la classe operaia e tra il popolo, Lula è la personalità politica che ha le “migliori condizioni”, come dice Delfim Neto (ex ministro dell’economia della dittatura, NdR), per applicare le misure centrali che esigono l’imperialismo e la borghesia, come la nuova riforma delle pensioni e la riforma sindacale e del lavoro. Per questo il governo cercherà di superare le crisi seguendo un corso più a destra e facendo alleanze con i partiti borghesi e con il padronato.
6. La riforma del lavoro vuole eliminare conquiste storiche dei lavoratori, come la tredicesima e la Fgts (il pagamento per il licenziamento o per la fine del rapporto di lavoro, NdR), ridurre le ferie e flessibilizzare i meccanismi della contrattazione. Le riforma sindacale è destinata a dare pieni poteri alle burocrazie sindacali delle centrali sindacali (Cut e Forza Sindacale) a danno dei sindacati di base. La nuova riforma delle pensioni pretende, tra le altre cose, di elevare l’età minima di pensionamento a 65 anni.
7. Di fronte a questi attacchi ai diritti storici dei lavoratori il Pstu dichiara che continuerà la lotta senza tregua contro il governo Lula. Nel primo turno elettorale abbiamo fatto parte del Fronte di Sinistra e abbiamo appoggiato la candidatura alla presidenza di Heloisa Helena. Siamo molto orgogliosi di questo, poiché ciò ha aiutato a costruire una alternativa di opposizione di sinistra a Lula e a Alckmin. Stiamo già chiamando alla resistenza contro questi attacchi e alla necessità di avanzare nella costruzione di un campo di opposizione di sinistra al governo Lula. I primi passi di questa lotta, in questo momento, sono stati compiuti dal Coordinamento Nazionale di Lotta (Conlutas) che sta realizzando una campagna contro le riforme del lavoro e delle pensioni. È importante unire le forze per costruire un processo nazionale di mobilitazione in difesa dei diritti dei lavoratori. Alla lotta!


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