Partito di Alternativa Comunista

Con Pc-Rol nella costruzione dell'opposizione di classe

Con Pc-Rol nella costruzione dell'opposizione di classe
Latina: nuove adesioni, sindacali e operaie, alla costituente del nuovo partito

Intervista a cura di Davide Persico

Il governo Prodi è un governo amico dei padroni, che mostra nuovamente il suo volto di autentico garante degli interessi della grande borghesia in occasione dell’approvazione della Finanziaria 2007. Ne discutiamo con Patrizio Cacciotti, responsabile dell’RdB-Cub per la provincia di Latina, il quale – insieme a giovani compagni del direttivo del comitato operaio della Nexans, operai contro l'amianto – ha deciso di aderire a Pc-Rol e alla costituente del nuovo partito.

Con la nascita del nuovo esecutivo di centro-sinistra, molti lavoratori si aspettavano una politica – non dico rivoluzionaria – ma almeno di aiuto verso le classi meno abbienti. Il primo provvedimento del Governo – la legge finanziaria – va invece in direzione opposta, facendo pagare la crisi capitalistica non ai padroni, ma come era naturale ai lavoratori. Che giudizio ne dai della compagine governativa?
Il giudizio sul governo Prodi è un giudizio assolutamente negativo com’è negativo il giudizio che dà un comunista a tutti i governi neoliberisti. Nonostante le enunciazioni, la rassicurazione e la presenza di coloro i quali fino a ieri erano stati al nostro fianco, cioè Bertinotti e soci; dobbiamo riscontrare che ancora una volta prevalgono logiche del grande capitale, dei poteri forti e che, giorno per giorno, i cittadini complessivamente intesi, ma in modo particolare i lavoratori, sono sempre più penalizzati e mortificati da questo tipo di politica.
Soprattutto per quello che riguarda il Dpef 2007-2011.
Certo. Infatti questa è una finanziaria che nelle premesse tentava di mettere in pratica logiche di liberalizzazione (v. Decreto Bersani), che tendevano in qualche modo a realizzare quella concorrenzialità capitalistica che di fatto in questo paese mancava. Ma sarebbe stato certamente un paradosso se un comunista si fosse detto favorevole a queste politiche. Tanto più che, nel mercanteggiare con le categorie, sono ovviamente prevalse le reali logiche di corporazione, per questo siamo di nuovo in una situazione ridicola. Ridicola per il fatto che l’esecutivo e l’opposizione di ieri speculavano l’uno sulle malefatte dell’altro e, con il cambio di governo, con il cambio dei ruoli che le elezioni di primavera hanno determinato, l’esecutivo e l’opposizione di oggi fanno altrettanto. Basta vedere i vari battibecchi sull’eredità dei conti, se sia stata colpa del primo governo Prodi, come diceva l’allora ministro Tremonti; oppure colpa dell’ultimo governo Berlusconi. Personalmente non conosco nello scenario mondiale, all’interno del cosiddetto mondo industrializzato, una società come quella italiana, una società assolutamente bloccata, arretrata anche rispetto ad altri paesi capitalistici. Le ragioni sono tante, penso ad esempio alla presenza della Chiesa, penso al fatto che nei grandi Paesi europei la questione religiosa non è un fatto secondario, penso alla Spagna, dove si è determinata una vera scissione, giustamente, tra la Chiesa e la laicità dei settori più avanzati delle masse, che hanno indotto il governo a una serie di concessioni su questo terreno. L’Italia questo poco non l’ha ancora conosciuto, né con il centrodestra, cosa scontata; né tanto meno con un governo di centrosinistra. C’è una sorta di inseguirsi su quello che dicono Ruini e Ratzinger. Un vero e proprio teatrino delle marionette in cui la Cdl e l’Unione si scontrano per cercare i favori del Vaticano. Penso proprio che i lavoratori di questo Paese abbiano bisogno di cose diverse da queste.
La RdB-Cub è uno dei pochi sindacati che non sta sul terreno della concertazione, opponendosi a determinate scelte padronali e soprattutto governative. Ci puoi spiegare qualcosa a proposito del sindacato che rappresenti?
La RdB-Cub è un’organizzazione sindacale che non guarda alla concertazione, guarda ai bisogni di coloro i quali rappresenta cioè il lavoratori. Io credo che non si può pensare a un sindacato, meno che mai oggi, che, senza un confronto vero con i lavoratori, senza neanche l’umiltà di capire se con le retribuzioni di oggi, se il lavoratore arrivi a fine mese, senza neanche capire che oggi si pagano 500/600 € senza neanche entrare nei meriti delle tariffe, decide che gli aumenti salariali si fanno a colpi di 50 € in un triennio. Ma di esempi se ne possono fare ancora e di peggiori, questo della rappresentanza sindacale è un problema reale con cui una forza comunista deve per forza di cose fare i conti
La questione sindacale è uno degli ambiti d’intervento centrali per i comunisti. Da Marx in poi, le formazioni comuniste hanno sempre dovuto farne i conti. Anche nelle nostre tesi congressuali dedichiamo ampio spazio a questo ineluttabile tema.
Sì è vero, lo so che non ho posto all’attenzione un problema nuovo.
La RdB quì a Latina ha iniziato fin dall’inizio dell’autunno a mettere su una serie di vertenze importanti, penso ai due scioperi del precariato nella pubblica amministrazione e nel pubblico impiego.
Sì, ma il problema non è solamente il precariato. Anche per quanto riguarda la scuola pubblica, la Moratti l’ha fatta a pezzi, il centrosinistra non raccoglie neanche pezzi per incollarli, ma continua a frantumarla. In generale credo che sta avvenendo come nel ’97 quando il governo Prodi varò il famigerato “Pacchetto Treu” con il voto favorevole del Prc. Successivamente, con l’avvento del secondo governo Berlusconi c’è stata una radicalizzazione di questo provvedimento antioperaio, trasformandolo nell’altrettanto famigerata Legge 30. Anche in questa faccenda, come si può sostenere un governo dell'Unione, che in campagna elettorale parlava di superamento della legge, subito dopo, quando ancora non si sapeva chi avesse vinto, faceva riferimento a un’aggiustatina... e, ad oggi, la legge non si è toccata affatto. Noi dell’RdB-Cub riteniamo che i lavoratori non devono mollare. Essi devono costruire delle barricate culturali.
…e non solo culturali.
…in modo che le decisioni sulla loro pelle vengano prese nei posti di lavoro, da loro stessi e non negli uffici sindacali e nei salotti del governo.
Per concludere questa nostra chiacchierata, ti chiedo cosa ti aspetti da Pc-Rol?
Prima di tutto diciamo che il rapporto con Pc-Rol è per me un rapporto molto sofferto, perché per l’ennesima volta mi ritrovo a rimettere in discussione la mia storia personale. L’ho fatto nel ’91 con la fine del Pci e la nascita di Rifondazione, lo sto facendo adesso con la fine della Rifondazione del signor Bertinotti – perché chiamarlo compagno è un complimento che non si merita – e la nascita di un nuovo partito realmente comunista. Questo percorso l’ho attraversato anche in ambito sindacale con la Cgil. Faccio la scelta di aderire al vostro – al mio partito – perché credo che con questo centrosinistra non si possono fare accordi di nessun tipo e quindi la scelta fatta da Pc-Rol per la costituzione di un nuovo soggetto politico finalmente al fianco dei lavoratori è la scelta che coinvolge di più, sia in termini di militanza, ma anche in senso psicologico – fare scissioni mantiene giovani. Pc-Rol rappresenta tutto quello che nella mia vita di comunista ho sempre creduto: cioè la costruzione di un’altra democrazia dei lavoratori per i lavoratori.




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