Partito di Alternativa Comunista

Una costituente per un partito rivoluzionario

Una costituente per un partito rivoluzionario

L’unica via è l’indipendenza di classe!

 

a cura di Marco Carraro*

 

Il progetto della Costituente dei comunisti rivoluzionari procede spedito. Lanciato nel luglio scorso questo appello alla ricomposizione della sinistra di classe, conflittuale ed indipendente, continua a raccogliere adesioni da ogni parte d’Italia. Anche il nostro Partito ha risposto immediatamente, aderendo ed impegnando tutta la sua struttura nell’attivo sostegno di questa Costituente. Nonostante la difficoltà ad uscire sulla stampa (compresa quella che si millanta comunista!) e gli scarsi mezzi a disposizione, in molte città si sono costituiti e si stanno moltiplicando comitati promotori di supporto. Lavoratori, studenti, avanguardie sindacali con provenienze e collocazioni diverse, comprendendo l’ineluttabilità della deriva riformista, lanciano una sfida a tutta la sinistra: “Mai più al governo con i padroni, l’indipendenza di classe è l’unica via!”

Mino Capettini, del Direttivo Regionale Lombardo Cub Trasporti - uno degli animatori dello sciopero ad oltranza dei lavoratori dei trasporti di Milano del dicembre 2003 - è tra i firmatari dell’appello. A lui chiediamo di motivarci questa scelta.

 

Perché hai deciso di aderire alla Costituente dei comunisti rivoluzionari?

La decisione della mia adesione è frutto di una riflessione e di un profondo bilancio. Da una parte la riflessione sull’impossibilità di conciliare interessi contrapposti, quelli tra i padroni e i lavoratori, tra gli sfruttati e i loro sfruttatori, dall’altra il bilancio storico della partecipazione dei comunisti ai governi borghesi. Un bilancio tragico: in due secoli non ho trovato un solo esempio in cui un governo comune di padroni e operai abbia portato benefici, seppure minimi, agli operai. Ogni volta, anzi, i lavoratori hanno subito i costi dei "risanamenti" del capitalismo, perso al governo le conquiste che avevano strappato con le lotte e si sono allontanati ulteriormente da una prospettiva di trasformazione della società.

Ho scelto di aderire alla Costituente perché è l’unico progetto politico che si fonda sull’autonomia degli interessi di classe. La confusione tra interessi padronali e delle burocrazie sindacali o partitiche con gli interessi dei lavoratori è tra le principali cause della sconfitta del movimento operaio.  

 

Dunque, ti riferisci anche alla vicenda dello scorso governo Prodi?

Certamente. Le politiche antioperaie del governo precedente hanno aperto la strada alla destra più becera e reazionaria, i tanti fatti degli ultimi mesi lo dimostrano tragicamente. L’ampio spostamento del voto operaio a destra è il frutto di due anni di politiche di sostegno ai profitti di pochi e di sistematico attacco ai lavoratori. La collaborazione attiva a queste politiche da parte di RC e del PDCI oltre a decretarne il fallimento, ha privato i propri militanti di un punto di riferimento, ha gettato un intero corpo sociale nella confusione, costringendo molti al ritiro domiciliare. E’ una storia che si ripete in tutte le esperienze di governo: quando le burocrazie operaie gestiscono gli interessi del capitale la classe arretra, annullando tutte le precedenti conquiste.

 

Come pensi sia possibile costruire una concreta alternativa di potere e di società?

Credo che l’unico percorso possibile sia attraverso l’indipendenza di classe. Per salvare la sinistra comunista in Italia e tornare a ridefinire un modello di società che superi il capitalismo, occorre cambiare radicalmente rotta: bisogna prendere atto che le politiche riformiste sono politiche di collaborazione di classe, che lasciano l'economia e il potere nelle mani dei padroni, a danno dei lavoratori: tanto più in una fase come questa, di crisi del capitalismo, l'alleanza dei partiti dei lavoratori col padronato si traduce nella vittoria di quest'ultimo, senza che sia possibile strappare nemmeno le briciole.

 

Quale pensi sia il punto di partenza per la costruzione dell’unità dei comunisti?

La devastazione della sinistra italiana sta generando una valanga di proposte, una miriade di appelli sul “Che fare?”. Tutte le intenzioni di salvataggio di questa sinistra morente sono però a base di governismo. Ai dirigenti che invocano "l'unità dei comunisti" dico: sono d'accordo, serve l'unità di classe, ma allora impegnatevi da subito a non sostenere mai più un governo con i banchieri! Sono consapevole che l'idea dell'autonomia dalla borghesia e l'opposizione di classe ai suoi governi non è di per sé sufficiente per costruire quel nuovo partito comunista radicato e di massa di cui abbiamo bisogno. Ma questo è il punto di partenza obbligato per delimitare un campo comune di discussione che ci consenta di non partire da un terreno che già sappiamo fallimentare, quello governista, per evitare di ricadere subito nella stessa sconfitta.

A tutti i militanti e gli attivisti, ai tanti compagni senza tessera e a tutte le organizzazioni e comitati che condividono questo punto di partenza -mai più al governo con i padroni- proponiamo di sostenere questo appello, di diffonderlo e raccogliere attorno ad esso nuove adesioni. I prossimi mesi ci vedranno organizzare in ogni città banchetti per promuovere questa prospettiva, raccogliere adesioni a questo appello, indire assemblee pubbliche in vista di una assemblea nazionale da organizzare in autunno, in un intreccio stretto tra una discussione in cui ogni singolo o organizzazione intervenga con il proprio punto di vista e la ferma opposizione al governo Berlusconi.

Se saremo riusciti in questo lavoro, raccogliendo forze e approfondendo intanto tra noi la discussione, potremo poi fare un passo avanti reale nella costruzione di una nuova unità dei comunisti su basi chiare, in una costituente dei comunisti rivoluzionari che abbia come baricentro le lotte ma che non escluda la possibilità di presentare alle prossime scadenze elettorali (a partire dalle europee) una lista unitaria con la falcemartello e che miri a costruire quel partito comunista che oggi ancora non c'è, un partito che lotti per un'alternativa vera al capitalismo.

 

*PdAC Milano

 

Per firmare l’appello: www.costituenterivoluzionaria.org

 

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