A settant'anni dalla fondazione
Per la ricostruzione della Quarta Internazionale
Ruggero Mantovani
"Noi Quarta Internazionale, difensori leali dell'Urss contro tutti i suoi nemici, all'interno all'esterno, accusiamo lo stalinismo di aver sottomesso la vita economica del paese agli interessi della cricca burocratica del vertice… La burocrazia reazionaria ha stabilito in Urss un regime totalitario odioso grazie a un sanguinoso regime di terrore continuo, completato dagli attacchi di gangster contro i rivoluzionari all'estero e dalla corruzione del movimento operaio e intellettuale. Questo regime discredita il nome del socialismo."
Con queste parole inizia il manifesto di fondazione della Quarta Internazionale, il cui congresso si tenne il 3 settembre del 1938 nella periferia parigina e non in Svizzera come indicava il comunicato pubblico (una misura di sicurezza preventiva che sarà adottata anche per i congressi seguenti).
Lo stalinismo e la nascita dell'opposizione di sinistra
Lo stalinismo, lungi dall'aver rappresentato una precipitazione soggettiva di una parte dell'apparato del Pcus, è maturato all'interno delle condizioni oggettive della società sovietica. Il giovane Stato operaio fu messo da subito a dura prova: l'esercito sempre più indebolito, l'accerchiamento delle nazioni imperialiste si combinava con l'inizio della guerra civile che coniugata all'isolamento del paese e alla crisi economica, fece germogliare una burocratizzazione nello Stato e nel partito che Lenin tentò di combattere attraverso le epurazioni.
Un provvedimento, quello delle espulsioni, indirizzato a rigenerare il tessuto politico dalle deviazioni piccolo borghesi, che ben presto divenne nelle mani di Stalin (segretario generale del partito, funzione, quest'ultima, fino a quel momento di gestione organizzativa e non di direzione politica), un potente strumento per espellere i migliori quadri rivoluzionari con lo scopo di accerchiarsi di carrieristi senza scrupoli.
Lenin lottò duramente nei suoi due ultimi anni di vita, sia contro la burocrazia del partito e sia contro la politica sciovinista sulle nazionalità imposta da Stalin. Malgrado l'aggravarsi della malattia, il 23 dicembre del 1922 e il 4 gennaio del 1923 Lenin formula delle note sul gruppo dirigente conosciute come "testamento" con cui dichiarerà: "Stalin è troppo grossolano (...) Perciò propongo ai compagni di pensare alla maniera di togliere Stalin da questo incarico"; ma il 10 marzo dello stesso anno, la salute di Lenin peggiorerà irrimediabilmente, sopraggiungendo la morte quasi un anno più tardi.
In queste condizioni nel 1923 prendeva corpo l'Opposizione di sinistra: l'8 ottobre del 1923 Trotsky invia una lettera al Comitato centrale del Partito sulla vita interna del Partito e il 15 ottobre dello stesso anno viene stilata la Piattaforma dei 46 firmata da molti autorevoli dirigenti, in cui sono sviluppate le precedenti condanne di Trotsky in merito al deterioramento del regime interno e si chiede il ripristino dell'unità del partito e della libera discussione. Dirà molto pertinentemente Medvedev nell'opera Lo stalinismo: "Nessun'altra pagina della storia sovietica, per venti o trent'anni, è stata altrettanto clamorosamente falsificata quanto la battaglia contro l'opposizione".
Ma nel 1923 Zinov'ev e Kamenev si riunirono in un triunvirato con Stalin contribuendo ad esautorare il politbjuro e quando si resero conto di aver sottovalutato Stalin e consci della situazione che si venne a creare nel 1925, passarono all'opposizione con Trotsky. Ma, tra 1925 e il 1928, Stalin, rimanendo ancora nell'ombra, sferrava un duro attacco all'Opposizione di sinistra, portando all'espulsione dal partito Trotsky, Zinov'ev e Kamenev, oltre a tanti altri dirigenti e militanti comunisti. Questi sono gli anni in cui la burocrazia staliniana si consolida in Urss con il massacro della "vecchia guardia" bolscevica (indipendentemente ove fosse collocata all'interno del Partito), facendo trarre all'opposizione guidata da Trotsky la convinzione che la riforma dello "Stato operaio degenerato" non era più praticabile: occorreva una "rivoluzione politica antiburocratica".
Difatti la politica burocratica perseguita da Stalin in quegli anni si combinava con la teoria del "socialismo in un paese solo", che fu foriera di innumerevoli tragedie del movimento operaio internazionale: migliaia di comunisti cinesi furono massacrati a Canton e abbandonati dal generale Chiang Kai Shek, capo del Kuomintag (partito nazionalista che per volontà del Komintern divenne membro onorario dell'internazionale); così come venne represso un imponente sciopero in Inghilterra messo a tacere dal comitato anglo-russo, in ossequio alla volontà della Trade Union Congress e del Labour Party.
La politica staliniana tra il 1925 e il 1927, come aveva denunciato Trotsky, provocò una strisciante restaurazione capitalistica con l'arricchimento dei Kulaki. Ma la medicina staliniana tra 1929 e il 1931 fu peggiore della malattia: la collettivizzazione forzata ingenerò massicce repressioni nel mondo contadino, anche dei contadini proletari e nei fatti produsse una crisi senza precedenti,
provocando la distruzione di 14 milioni di bovini ed ovini.
I flebili tentativi di Bucharin di eludere gli effetti devastanti della folle politica staliniana del terzo periodo, che non si tradussero mai in un'adesione all'opposizione di sinistra, si risolsero in un pietoso asservimento a Stalin che da lì a poco, nel 1933, lo sostituiva, grazie ai consueti metodi burocratici, con Kirov. Ma anche Kirov, che forse fece l'errore di rendersi conto degli effetti devastanti della politica settaria del terzo periodo (l'ascesa del nazismo e le preoccupazioni per una guerra di Hitler contro l'Unione Sovietica), il 1 dicembre del 1934 venne ucciso da sicari staliniani.
La necessità della IV Internazionale, ieri ed oggi
E così, dopo la politica del terzo periodo, la collettivizzazione forzata, la repressione della vecchia guardia bolscevica, l'espulsione di Trotsky dall'Internazionale comunista e l'approdo in Spagna e in Francia ai governi di "fronte popolare", la creazione di una nuova internazionale divenne una necessità. In tutto il mondo le avanguardie bolsceviche cercarono di riunificarsi, dapprima con la lega dei Comunisti e poi con la costituzione della Quarta Internazionale, in cui Trotsky avanzerà una previsione politica purtroppo confermata dagli avvenimenti storici successivi: "Il pronostico politico ha un carattere alternativo: o la burocrazia, diventando sempre di più l'organo della borghesia mondiale nello Stato operaio, distrugge le nuove forme di proprietà e restringe il paese nel capitalismo, o la classe operaia schiaccia la burocrazia e si apre la via verso il socialismo".
A Trotsky non interessava la creazione di uno strumento simbolico e testimoniale: la necessità era di dotare le avanguardie bolsceviche di un partito mondiale, indispensabile non solo in termini di ricomposizione organizzativa, ma soprattutto per rilanciare l'essenza del programma transitorio e cioè "per aiutare le masse a trovare, nel processo per la loro lotta quotidiana, il ponte tra le rivendicazioni attuali e il programma della rivoluzione socialista" (L. Trotsky, Il programma di Transizione).
Tra la fine degli anni trenta e la prima metà degli anni quaranta la già debole Quarta Internazionale fu drasticamente ridimensionata per i crimini perpetrati contro i suoi militanti dal fascismo e dallo stalinismo: il più tragico è senz'altro, nel 1940, l'assassinio di Trotsky, che privò il movimento rivoluzionario del suo più autorevole punto di riferimento. La Quarta Internazionale nei primi anni Cinquanta mette in atto un profondo revisionismo il cui principale ideatore fu il dirigente Michail Raptis (detto Pablo). L'analisi impressionistica di Raptis sui successi bellici dell'Urss nella seconda guerra mondiale e sul suo ampliamento dell'influenza in gran parte dell'Europa Orientale e dell'Asia, si coniugava con l'entrismo "sui generis", che prevedeva la formazione di frazioni nei partiti stalinisti e socialdemocratici: i trotskysti, nella concezione di Pablo, divenivano gruppi di pressione sui burocrati stalinisti, considerati, questi ultimi, fattori oggettivi del processo rivoluzionario.
La maggioranza della Quarta Internazionale aderiva a questa impostazione che, in buona sostanza, abbandonava l'idea originaria di Trotsky di costruire il Partito rivoluzionario su un autonomo programma politico, sottoponendo ad una volgare tosatura la tattica e la strategia leninista e approdando ad una concezione spuria ascrivibile al magmatico campo del centrismo.
Questa impostazione produsse una scissione nel 1953 operata dell'americano John Reed e dal dirigente cinese Peng Shu‑Tze, che con il sostegno del 40% dei militanti dell'Internazionale costituirono il "Comitato Internazionale della Quarta", a cui partecipò anche il Socialist Worker Party (Swp) degli Stati Uniti, insieme con la maggioranza dei militanti francesi e inglesi.
Anche Moreno e il partito argentino, che non condividendo l'entrismo "sui generis", partecipavano a questa rottura, ma il Comitato Internazionale, malgrado gli sforzi, non arrivò mai ad essere una vera Internazionale. Questa situazione indusse l'organizzazione morenista, malgrado le innumerevoli differenze, ad entrare negli anni sessanta nel Segretariato Unificato della Quarta Internazionale (formazione nata da Mandel e Maitan in Italia), per uscirne nel 1979 prima della rivoluzione nicaraguense, in cui formò la Brigata Internazionale Simon Bolivar.
La Lit (Lega Internazionale dei Lavoratori) che negli anni ottanta raggruppò la corrente morenista e parte dei dirigenti e militanti lambertisti che, in dissenso con P. Lambert, non appoggiarono il sostegno al governo borghese di Mitterrand in Francia, diede vita al Mas argentino, il più grande partito trotskysta nel mondo. Ma la prematura morte di Moreno, nel 1987, e la caduta dell'Urss, distrusse questo progetto. Da quel momento la ricostruzione della Lit giunge fino a noi impegnati a rifondare la Quarta Internazionale delle origini che, tanto più oggi, è necessaria per rilanciare la costruzione del partito mondiale della classe operaia, per poter dire un'altra volta: "è qui la Quarta internazionale, adesso possiamo sconvolgere il mondo".




















