Lotte e mobilitazioni
rubrica a cura di Michele Rizzi
Vicenza
La società Wisco (51% di proprietà di Enel e restante 49% di Trenitalia S.p.a.) sta costruendo nel Comune di Vicenza un impianto per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti pericolosi, classificato dal Ministero della Salute, quale “industria insalubre di prima classe”, ossia facente parte di una categoria di industrie ritenute molto pericolose per la salute. L’impianto verrebbe costruito nella zona dell’Arsenale di proprietà di Trenitalia S.p.a. e dovrebbe trattare circa 250 tonnellate di liquami tossici e nocivi al giorno, frutto di lavorazioni industriali. Il comitato di lavoratori dell’ex Officina grandi riparazioni di Vicenza sono in stato di agitazione da qualche mese perché la costruzione di questo nuovo impianto renderebbe gli oltre 400 lavoratori dell’Arsenale e gli abitanti della zona circostante, soggetti ad una forte esposizione a sostanze volatili di varia natura che provocano malattie tumorali.
Lucera (Fg)
La Metalsifa di Lucera è un’azienda nata nel foggiano grazie ai fondi della Cassa del Mezzogiorno degli anni Settanta. L’organico iniziale era di 150 operai ridotto poi a 47 non appena ai padroni sono venuti a mancare i soldi dello Stato. Il 29 settembre 2007 i dirigenti dello stabilimento sono giunti ad un accordo con le rappresentanze di base dei lavoratori per il passaggio della gestione produttiva agli stessi lavoratori associati in Cooperativa. Qualche mese dopo, la direzione ha pensato bene di lucrare chiedendo alla Cooperativa un affitto di 180 mila euro annui per l’uso dello stabilimento e dei macchinari (che significherebbe mettere sul lastrico i lavoratori stessi). La conseguenza è stata la rottura delle trattative e l’occupazione operaia della fabbrica. Dopo l’intervento dei carabinieri che ha tentato invano di “riprendere” la fabbrica, i lavoratori riuniti in un comitato di lotta con gli studenti dell’Università di Foggia, i precari e i disoccupati stanno continuando l’occupazione a oltranza.
Roma
Agli inizi di aprile, al Liceo Mariani di Roma, si verifica l’ennesimo episodio di intimidazione fascista e di provocazione poliziesca. Infatti, durante una notte, i muri esterni del Liceo vengono riempiti di scritte inneggianti al nazismo ed al fascismo, accanto alle quali vengono affissi manifesti della Fiamma Tricolore. Dopo una lunghissima assemblea, gli studenti antifascisti del Liceo della capitale, decidono di cancellare autonomamente le scritte vergognose, senza aspettare le calende greche di un intervento del personale della scuola, ma guarda caso, interviene una volante della polizia, i cui agenti in borghese bloccano lo studente minorenne che si apprestava a cancellare le scritte, lo portano in Commissariato e lo trattengono per oltre un’ora. Il ragazzo antifascista è stato denunciato per “danneggiamento di edificio pubblico”. La mobilitazione del collettivo antifascista della scuola continua per chiedere il ritiro della denuncia ed una forte mobilitazione contro i fascisti e la loro arroganza.
Bologna
Molto interessante l’iniziativa di lotta di quaranta delegati delle Rdb-Cub di Bologna che hanno occupato la Direzione generale dell’aeroporto Marconi della città felsinea per protestare contro l’azienda che non riconosce i diritti democratici sindacali al primo sindacato presente in aeroporto per numero di iscritti con oltre 150 aderenti. “Volevamo consegnare alla Presidente del Cda dell’aeroporto le 200 firme dei lavoratori aeroportuali con cui viene dichiarato nullo ogni accordo sindacale sottoscritto solo da Cgil, Cisl e Uil e non dalle RdB-CUB”, ha dichiarato Massimo Betti della Direzione nazionale Rdb e della direzione provinciale bolognese.
Tricase (LE)
L’Adelchi di Tricase, grande azienda salentina del settore tessile-calzaturiero, annuncia il licenziamento di circa 350 lavoratori. Si tratta di una delle tante aziende pugliesi pronte a sbarcare dall’altra parte dell’Adriatico, dove la capacità di sfruttamento dei lavoratori balcanici consente maggiori profitti. Il piano di delocalizzazione è stato criticato “a parole” dal Governatore arcobalenista, Niki Vendola, e poi agevolato da un maxi finanziamento di circa quaranta milioni di euro della Regione Puglia al settore interessato, ossia al padronato che sfrutta, chiude battenti e si trasferisce là dove può sfruttare ancor più. Tra l’atro, l’ex comunista Vendola, non aveva parlato nel suo discorso programmatico, di “delocalizzazioni concertate”, ovviamente sulla pelle dei lavoratori?




















