Sinistra arcobaleno: non aprite quella cosa!
Socialdemocrazia e politiche economiche liberiste
Riccardo Rossi*
La fase storica che viviamo è segnata da grandi mutamenti: il lento declino americano, l’irruzione di nuove potenze imperialiste quali Cina e India, il percorso di integrazione europea, tutti eventi che ridisegnano gli equilibri mondiali. La storia accelera e nel suo divenire scuote modi di produzione, rapporti e psicologie sociali, sistemi politici che sembravano eterni ed immodificabili. Partiti tutti uguali nel rappresentare gli interessi comuni di tutte le fazioni borghesi ( sfruttare la classe lavoratrice e perpetrare le condizioni di sfruttamento), ma che lottano tra loro per difendere gli interessi particolari. Dopo la nascita del Partito Democratico e del sedicente Partito delle Libertà, anche Prc, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra democratica lanciano sul mercato il loro prodotto: la cosiddetta Cosa Rossa – Sinistra Arcobaleno. Un partito che nelle intenzioni dei costituenti è lo strumento per competere da sinistra con il Partito Democratico.
La costituente Socialdemocratica
Ad oggi, nessun partito ha effettuato un congresso per lasciar decidere ai militanti l’operazione di scioglimento del vecchio soggetto. Rifondazione Comunista il congresso lo aveva in calendario per il marzo 2008, ma per evitare le pericolose sorprese che sarebbero potute arrivare dal dibattito dei militanti, il clan reggente il partito lo rinvia a data da destinarsi. Un’operazione che vede Bertinotti emule di Berlusconi quando annuncia sul bretellino della sua auto in piazza San Babila a Milano la formazione del Partito delle Libertà. In questo contesto, l’8 ed il 9 dicembre a Roma si sono tenuti gli stati generali della sinistra radicale per avviare la costituente della nuova formazione “unitaria e plurale”, la sinistra-arcobaleno. L’assemblea pre-natalizia viene chiusa dalla lettura di una dichiarazione d’intenti in cui si delinea il carattere del cartello elettorale fondato sui principi di uguaglianza, giustizia, libertà, pace, valore del lavoro e del sapere, centralità dell'ambiente, laicità dello Stato, critica dei modelli patriarcali e maschilisti. Una piccola nota di colore molto istruttiva ci viene dalle cronache giornalistiche dell’assemblea: in sala partono le note di “Bella Ciao” ma i Verdi contrariati non cantano; farà sapere Pecoraio Scanio in seguito, di preferire “Il vento soffia ancora” di Pierangelo Bertoli, Diliberto invece chiede che sia suonato “L’Internazionale” ma nessuno accetta.
Corsa alla sopravvivenza e appoggio incondizionato alla politica liberista di Prodi
Polemiche e contrasti nascono in realtà, per la sopravvivenza dei professionisti della politica della presunta sinistra radicale. In tale ottica si comprende la propensione di Bertinotti per una legge elettorale alla tedesca, quindi proporzionale, con sbarramento al 5 % , con il quale fagocitare anche gli alleati più riottosi, costringendoli a riunirsi nel nuovo soggetto unitario e plurale dai contorni indefiniti. Su queste basi, Bertinotti, si configura come interlocutore privilegiato di Veltroni e Berlusconi per la definizione della nuova legge elettorale. La Sinistra - Arcobaleno nel parlamento italiano può contare su 150 tra deputati e senatori, i quali negli ultimi due anni hanno più volte votato l’invio di truppe italiane all’estero a sostegno delle guerre imperialiste. Hanno votato finanziarie lacrime e sangue per i lavoratori ma non per i padroni che hanno beneficiato del taglio di cinque punti del cuneo fiscale per il 2007 e beneficeranno del taglio dell’ Ires ( imposta sui redditi di impresa ) dal 33% al 27,5% e dell’Irap. Hanno aumentato l’età pensionabile sostituendo lo scalone di Maroni con gli scalini di Damiano, perpetrato la precarietà, incentivato l’uso degli straordinari con il Protocollo del 23 luglio 2007, aumentato le spese militari, concesso il territorio di Vicenza ai militari americani per l’allargamento della base Usa.
Per una vera alternativa, per un altro potere: quello dei lavoratori
Evidentemente, la rappresentanza e la difesa della classe lavoratrice non è conciliabile con le alleanze borghesi, non è conciliabile con le poltrone di governo, con le poltrone parlamentari conquistate con spregiudicate alleanze elettorali, con il sottobosco di incarichi di sottogoverno, assessorati, consulenze dorate e ben pagate con cui si alimentano i “nostri eroi”. I padroni assegnano un ben preciso compito ai riformisti e socialdemocratici di ogni tempo e luogo, quello di spegnere le lotte che le politiche antisociali dei governi borghesi provocano. Tale compito, viene superbamente interpretato dalla sinistra radicale, di concerto con le burocrazie sindacali talmente bene da aver raggiunto un invidiabile record nel 2007: crollo delle ore di sciopero ( - 60 %) con il massimo dei lavoratori senza contratto, oltre 6 milioni tra metalmeccanici, pubblico impiego, commercio e servizi. Nessuno sarebbe in grado di far di meglio.
Alla classe lavoratrice, ai precari, ai pensionati, agli immigrati, nuovo sottoproletariato senza alcun diritto politico, il Partito di Alternativa Comunista si rivolge per costruire un partito comunista insieme nelle lotte, nelle mille e più vertenze che ogni giorno si aprono nel nostro paese, dalla questione salariale alla sicurezza sul lavoro, dal diritto ad una scuola pubblica al diritto ad un pensione dignitosa, contro ogni guerra militare e sociale condotta da governi borghesi per conto dei borghesi. Per la costruzione di una reale alternativa di società e per la costituzione di un altro potere: quello dei lavoratori.
*Coordinatore "Rete 28 Aprile" (Sinistra sindacale in Cgil) della Puglia




















