Effetti della privatizzazione delle Ferrovie dello Stato
Annuncio ritardo... per i lavoratori!
Mimmo De Feo
La privatizzazione del trasporto
su ferro ha prodotto la nascita di diverse società per azioni (Rfi,Trenitalia,
Italferr, Ferservizi), che, nei fatti, amministrano le Ferrovie dello Stato.
La situazione attuale è di forte
crisi per i lavoratori. Licenziamenti, tagli al personale di macchina, viaggiante
e della manutenzione. Vent'anni di sacrifici per i lavoratori, con la riduzione
del personale dipendente di centoventimila unità. La direzione aziendale è
affidata a Innocenzo Cipolletta, economista, banchiere, già direttore generale
di Confindustria, attualmente presidente del Sole 24 Ore e Mauro Moretti, ingegnere, ferroviere, con un passato
da sindacalista della Cgil.
La strategia aziendale messa in
atto dai nuovi dirigenti è assolutamente in linea con quella della
Confindustria dei padroni e con quella del governo Prodi. Massimo sacrificio
per i lavoratori, il che significa: tagli, riduzione dell'orario di lavoro, flessibilità,
alto rischio sul luogo di lavoro.
La più grande azienda statale -
il gruppo F.S. è di proprietà del Ministero del Tesoro - ha scelto una politica
aziendale degna del peggior padrone privato. Lo stato dei mezzi e delle
strutture è obsoleto e fatiscente in molti casi, l'azienda non ha provveduto a
mettere in sicurezza la rete esistente causando danni agli utenti e seri
problemi alla sicurezza della classe lavoratrice. La tecnologia utilizzata
("Vacma", è un pedale che deve essere pigiato ogni cinquantacinque
secondi per evitare che si arresti il treno) esisteva anche durante il
fascismo, con gravi rischi per l'utenza e per il personale dipendente. Dal 1986
ad oggi, sono avvenuti oltre 129 disastri ferroviari e più di 50 macchinisti
morti sul lavoro. Nel settore manutenzione impianti elettrici, la riduzione del
personale ha prodotto un peggioramento delle condizioni di lavoro e un aumento
dei km di linea su cui lavorare.
La riduzione del personale
dipendente ha prodotto lo "strano fenomeno" dell'aumento dei dirigenti e delle
consulenze esterne con retribuzioni elevatissime. Padoa Schioppa promuove
ulteriori licenziamenti nel settore delle ferrovie, come se non bastasse il
licenziamento del 50% del personale dipendente eseguito dall'azienda.
La sinistra radicale e i sindacati: marionette di Prodi
L'ondata di privatizzazioni e
liberalizzazioni che ha investito il nostro paese ha prodotto profondi disagi
alle fasce più deboli della società costrette a pagare il prezzo del profitto
con i salari e le pensioni. La complicità della sinistra radicale e dei
sindacati confederali è lapalissiana. Dal versante del governo Rifondazione
Comunista, Comunisti Italiani e Verdi coprono le politiche antisociali messe in
atto da Prodi e Montezemolo. Cgil Cisl e Uil sono il paracarro del governo
nella classe operaia e lavoratrice. Le privatizzazioni portate avanti dal primo
governo Prodi, da Berlusconi e nuovamente da Prodi e Padoa Schioppa annunciano
ai lavoratori italiani anni bui per i loro salari e le pensioni. Sinistra
radicale e sindacati manterranno il patto di sangue (sputato dai lavoratori)
stretto con Prodi, Montezemolo e i banchieri di Maastricht, pur di restare
comodamente seduti al governo della settima potenza imperialista mondiale.
Una prospettiva di lotta è
l'unica soluzione possibile contro l'attacco sferrato dal governo Prodi alla
classe operaia, ai lavoratori e ai dipendenti delle ferrovie, anche favorendo la
nascita di comitati di base di classe, combattivi e non concertativi, tra i lavoratori
del settore ferroviario. La costruzione di una piattaforma unificante, che sia
in grado di unire tutti i lavoratori in lotta nella prospettiva di uno sciopero
generale unitario contro il governo dei padroni e dei banchieri, costituisce
l'opportunità storica per la costruzione di un governo dei lavoratori e per i
lavoratori. L'alternativa comunista rappresenta l'unica alternativa possibile
per il lavoratori delle ferrovie e per la classe lavoratrice, l'unica vera
soluzione alla crisi prodotta dai padroni e pagata dai lavoratori.




















