Partito di Alternativa Comunista

Ottimo risultato e tanti giovani al seminario del Pdac

Ottimo risultato e tanti giovani al seminario del Pdac
TRE GIORNI PER TROTSKISTI
(CIOE' PER COMUNISTI RIVOLUZIONARI)

 

 

di Elder Rambaldi

 
Senza teoria rivoluzionaria non c’è partito rivoluzionario. E quindi come da tradizione del nostro partito e della nostra storia, anche quest’anno, si è svolto, dal 5 al 7 settembre a Rimini, il seminario di formazione. 

La tre giorni di conferenze era aperta a compagni militanti, simpatizzanti, a chi era interesato a conoscerci e ad approfondire tematiche poco conosciute ma di fondamentale importanza per la battaglia odierna. La sala delle conferenze, molto spaziosa, si è ben riempita, un centinaio di compagni e compagne; un bilancio partecipativo positivo, presenti infatti molti giovani e giovanissimi e tanti compagni non iscritti, diversi dei quali iniziano con noi oggi un percorso comune nel partito.
Con noi al seminario anche Rosangela Botelho da Costa, dirigente del Pstu che ha portato i saluti della sezione brasiliana della Lit e ha posto in noi, nel nostro partito, molta fiducia e molte aspettative nel compito comune di ricostruzione della Quarta Internazionale.
 
Dopo il seminario dell’anno scorso (evento che ha coinvolto anche le sezioni europee della Lega Internazionale dei Lavoratori) incentrato sulla Rivoluzione d’Ottobre, quest’anno non si poteva che proseguire cronologicamente (e politicamente), il titolo era: “La battaglia dei trotskisti ieri e oggi – riformismo governista o comunismo rivoluzionario?”.
Il seminario si è articolato su quattro relazioni: “Dopo l'Ottobre 1917, la tragedia della rivoluzione tedesca: l'insanabile frattura tra rivoluzionari e riformisti” (relatore Francesco Ricci); “Dall'opposizione di sinistra allo stalinismo alla nascita, nel 1938, della Quarta Internazionale” (relatrice Fabiana Stefanoni); “Il programma transitorio della Quarta Internazionale, le degenerazioni centriste degli ultimi settant'anni e la lotta della Lit per la ricostruzione dell'Internazionale rivoluzionaria” (relatori: Antonino Marceca e Valerio Torre); “La vicenda del comunismo italiano e la necessità, dopo il fallimento dello stalinismo e della socialdemocrazia bertinottiana, della costruzione di un partito comunista rivoluzionario” (relatore Ruggero Mantovani).
 
Se l’anno scorso, il 2007, era l’anno del novantesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, quest’anno segna invece vari ed importanti anniversari (toccati appunto nelle relazioni): 90 anni dalla rivoluzione tedesca, 70 anni dalla fondazione della Quarta Internazionale, 40 anni dalle rivolte del ’68.
Ed ecco quindi trovarci in Germania, ad un anno dalla vittoriosa rivoluzione bolscevica, punto di partenza per capire la degenerazione burocratica dell’Unione Sovietica a causa dell'isolamento prodotto dal fallimento della rivoluzione tedesca. Viene raccontata la grande storia dei rivoluzionari Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, la loro lotta per riprendere il marxismo rivoluzionario contro le posizioni riformiste di Bernstein e Kautsky; il loro ruolo nella rivoluzione tedesca e nella costruzione del partito comunista tedesco. Pensare che oggi Bertinotti & friends, eredi degli assassini socialdemocratici e governisti che con le armi seppellirono la rivoluzione e gli operai insorti, hanno la faccia tosta di riunirsi ogni anno a Berlino per commemorare Karl e Rosa!
In questa prima relazione si è messo in evidenza anche il ruolo dei cosiddetti “centristi”, coloro cioè che oscillano tra il marxismo rivoluzionario e il riformismo (ci sono vari esempi nel panorama politico italiano); in Germania hanno capitolato nel momento decisivo, andando a trattare con il governo e tradendo la rivoluzione.
Le relazioni successive hanno percorso molti anni di storia, ma sono riuscite a tracciare in ogni istante la separazione tra comunismo rivoluzionario e riformismo (e stalinismo controrivoluzionario).
Le cause dell’affermazione dello stalinismo in Russia, quindi, non vanno ricercate in conflitti tra opinioni diverse, nello scontro personale tra Trotsky e Stalin, ma nel periodo di riflusso che ci fu dopo la rivoluzione d’Ottobre; Stalin ha incarnato la figura di questa svolta burocratica. La rivoluzione era stata sconfitta in Europa e contemporaneamente, grazie a questo, in maniera dialettica, l’avanguardia del proletariato russo veniva sconfitta dalla burocrazia. Ecco le radici per la restaurazione del capitalismo in Russia mentre quella rivoluzione politica in Unione Sovietica proposta da Trotsky per restaurare il potere genuino dei soviet, purtroppo, non riuscì a compiersi.
Un grande sforzo lo hanno fatto i relatori della lezione sulla storia della Quarta Internazionale e su quella della Lega Internazionale dei Lavoratori diretta da Nahuel Moreno; in Italia infatti non esiste una bibliografia riguardante questi temi.
L’ultima relazione ha percorso la storia del movimento operaio italiano fino ai giorni d’oggi e ha ricondotto tutte le relazioni precedenti in un unico insegnamento: è necessario costruire un partito comunista rivoluzionario e internazionalista, difendere il principio dell’indipendenza di classe.
E’ proprio questo obbiettivo che il Partito di Alternativa Comunista si è dato e l’adesione all’appello per una costituente dei comunisti rivoluzionari (www.costituenterivoluzionaria.org) va in questa direzione.
 
 

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