Partito di Alternativa Comunista

FERRANDO CONTRO LA MUSSOLINI...SI APPELLA A BERLUSCONI E FINI!

FERRANDO CONTRO LA MUSSOLINI...

SI APPELLA A BERLUSCONI E FINI!

La deriva senza limiti del Pcl per guadagnarsi due righe sui giornali

 

di F.C.

 

Si potrebbe pensare a una deformazione operata dalla stampa se non fosse che il comunicato ripreso dall'Ansa (5 ottobre) campeggia nell'home page del sito nazionale del Pcl e quindi non ci sono dubbi sulla autenticità delle dichiarazioni del leader del Pcl, Ferrando.

 

Dopo aver partecipato a una trasmissione tv con Alessandra Mussolini, indignato e stupito per le dichiarazioni razziste della nipote del Duce, Ferrando ha deciso di protestare vibratamente per le frasi "di inaudita gravità" e ha quindi invocato attraverso le agenzie di stampa l'intervento... di Berlusconi e Fini! Riportiamo il virgolettato dall'Ansa che riprendiamo direttamente dal sito del Pcl:

 

"Chiedo al governo e al presidente della Camera se condividono o condannano le dichiarazioni della Mussolini. Certo non possono stare zitti: il doppiopetto tra formali rassicurazioni 'antirazziste' e avallo concreto al razzismo, sarebbe solo una confessione pubblica di ipocrisia, a conferma della natura razzista del governo."

 

Ferrando e il Pcl invitano cioè le istituzioni borghesi, rappresentate dal noto antifascista Gianfranco Fini, e il governo, nella persona del noto antirazzista Berlusconi, a dimostrare di non essere razzisti. In altre parole, il giorno dopo la grande manifestazione di Roma (cui il Pcl, che vanta tremila presunti iscritti, ha partecipato con nove persone contate mentre Ferrando faceva la posta ai giornalisti per essere citato), una manifestazione che ha denunciato il carattere razzista delle giunte dei due poli borghesi e le misure razziste del governo Berlusconi, Ferrando si appella a Berlusconi e a Fini perché difendano l'onore delle istituzioni e del governo imperialista dimostrando una volta per tutte di non essere dei razzisti. Per farlo non devono chiudere i lager per immigrati o ritirare i "pacchetti sicurezza" o le norme contro i Rom: basta che assicurino pubblicamente al leader del Pcl di non condividere le frasi della Mussolini che hanno sorpreso Ferrando in un salotto televisivo.

 

Si potrebbe derubricare disgustati questa dichiarazione "di inaudità gravità" tra i tentativi di Ferrando di guadagnare una citazione sui giornali con ogni mezzo (così come è stato con l'accettazione della firma di un deputato sostenitore delle basi Nato per la presentazione delle liste elettorali; con la partecipazione al corteo di Di Pietro; ecc.). Se non fosse che, per la notorietà giornalistica acquisita con la mancata candidatura al Senato, Ferrando continua ad essere accreditato pubblicamente come dirigente di una forza reale a sinistra di Rifondazione ed è quindi necessario segnalarne la deriva opportunistica.

 

Parafrasando Ferrando, bisognerebbe chiedere agli attivisti rimasti nel Pcl se "condividono o condannano" l'appello a Berlusconi e Fini fatto dal portavoce del loro partito. Per parte nostra condanniamo e ci indignamo di vedere talvolta associato il termine "trotskismo" a figure che scavalcano a destra persino l'indicibile Bertinotti.

 

 

 

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