Partito di Alternativa Comunista

Lotte e mobilitazioni

Lotte e mobilitazioni

 

rubrica a cura di Michele Rizzi

 

Bari

Il 13 settembre si è inaugurata la Fiera del Levante alla presenza del premier Silvio Berlusconi, di tutti i rappresentanti delle lobbies padronali ed ecclesiastiche, di tutti i politici di entrambi i Poli. “Padrone” di casa, il governatore pugliese Niki Vendola. La Fiera barese è ormai da anni un’occasione di grande business per la borghesia pugliese e non, poiché è un appuntamento che tende a favorire ulteriori rapporti di colonizzazione commerciale dei Paesi dell’Est, sotto forma di “delocalizzazione gentile”, come la definisce il governatore Vendola.

Alternativa comunista, con i lavoratori della scuola, ha contestato pesantemente Giunta regionale e Governo nazionale, chiedendo la cacciata dei governi dei padroni, partendo da uno sciopero generale che unifichi le vertenze in atto nel Paese. Sinistra Critica, invece, ignorando l’appello unitario e di fronte unico lanciato dal PdAC, ha preferito accordarsi col Prc barese per un sit-in pomeridiano che nei fatti non disturbasse l’inaugurazione mattutina della Fiera e quindi non arrecasse alcun fastidio al Governatore Vendola e alla vasta schiera di amministratori del Prc presenti alla kermesse.

 

Roma

Forte stato di agitazione dei lavoratori precari dell’Istat che ha bloccato la diffusione dei dati su occupazione e disoccupazione in Italia. La Rete di rilevazione professionale è composta di 317 rilevatori statistici che hanno visto, dal 2002, rinnovarsi un contratto di collaborazione, senza poter mai ambire ad un contratto di natura stabile e non precario e senza diritti. Adesso la svolta in senso ancor più negativo. L’Istituto decide di affidare la gestione della Rete ad una società esterna, di fatto licenziando i 317 lavoratori. Per questo, i lavoratori sono i stato di agitazione da diverse settimane.

 

Roma

Dante De Angelis è il macchinista rappresentante della sicurezza (RLS) che in un intervista aveva commentato lo spezzamento dell’Eurostar Etr 500, avvenuto a Milano il 14 luglio scorso, ipotizzando responsabilità dirette della dirigenza di Trenitalia nella progettazione e nella messa in sicurezza del treno. Il 15 agosto 2008, presentatosi al lavoro, un dirigente di Roma S.Lorenzo, gli ha preannunciato verbalmente il licenziamento in tronco per aver danneggiato, attraverso le sue dichiarazioni, l’immagine dell’azienda; a seguito delle sue rimostranze, è stato allontanato brutalmente dalla Polfer.

La vicenda di De Angelis, a cui va tutta la solidarietà di Alternativa comunista, fa il paio con un’altra brutta vicenda che ha portato al licenziamento di otto operai manutentori di Genova, il tutto nell’ottica brunettiana di attacco ai diritti dei lavoratori dei comparti pubblici. Il Partito di Alternativa comunista chiede il ritiro dei provvedimenti di licenziamento per entrambi i casi e la cacciata del governo Berlusconi e dei suoi ministri.

 

Bagnolo (Mn)

Continua lo stato di agitazione dei lavoratori Confarma, ingrosso farmaceutico di Bagnolo in provincia di Mantova, che rischiano il licenziamento per la volontà del padronato di delocalizzare in Paesi dove poter sfruttare meglio la manodopera. La mobilitazione, con diversi presidi organizzati a Bergamo, davanti alla sede del socio di maggioranza di Confarma, proseguirà fino a che i licenziamenti siano scongiurati definitivamente.

 

Melfi (Pz)

L’attacco padronale ai lavoratori più radicali dell’azienda procede anche alla Fiat Sata di Melfi. Gli ultimissimi licenziamenti politici, da Donato Auria a Francesco Ferrentino, non hanno prodotto ancora il reintegro da parte del giudice presso il quale i licenziati hanno prodotto il ricorso in base all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. A questi lavoratori e compagni va tutta la solidarietà del sottoscritto e del nostro Partito lucano e pugliese.

 

Milano Lambrate (Mi)

Continua l’occupazione e l’autogestione operaia dei lavoratori dell’Insse – Presse di Milano Labrate che dura ormai da un mese circa. I lavoratori, dopo aver ricevuto la lettera di messa in mobilità, hanno evitato la sorveglianza di polizia e vigilantes padronali e iniziato la gestione operaia dell’azienda, continuando la produzione ed autogestendo persino la mensa aziendale. Adesso la proprietà vuole vendere il terreno per rifarsi dai debiti accumulati e vuole cacciare gli operai che continuano ad opporre una fiera resistenza ad oltranza.

 

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