Vicenza: no alla farsa del referendum
CONTRO LA BASE USA, SOLO LA LOTTA PAGA
Comunicato della sezione vicentina del PdAC
Il Partito di Alternativa Comunista (sezione italiana della Lit) ritiene che sostenere il referendum contro la nuova base equivale a ostacolare non la base ma la crescita della lotta e della mobilitazione, surrogandole con una consultazione. Col referendum si accetta che sia l'urna (e non la lotta) a decidere e, di conseguenza, ci si prepara ad accettare l'eventuale parere favorevole espresso dagli elettori vicentini, anche a nome di tutta la popolazione nazionale e delle popolazioni di altri Paesi che subiranno attacchi che partiranno proprio da quella base: la base è a Vicenza, ma riguarda tutti, in primo luogo i popoli oppressi dall'imperialismo. Tra l'altro si sa, in anticipo, che nel caso di una vittoria del No ciò che si otterrebbe sarebbe solo un eventuale spostamento del sito in un'altra zona. Ma una delle parole d’ordine del movimento non era “Né qui né altrove”?
La guerra dell'imperialismo - che è un tema secondo noi non separabile da quello della base vicentina - non si sottopone a “consultazioni”. Per questo noi sosteniamo che il referendum è dannoso, costituisce un boomerang per il movimento e l'unico modo per impedire l'allargamento della base è continuare la lotta. Serve una grande mobilitazione, che va ripresa e sottratta all'uso strumentale che ne ha fatto la sinistra “governista” in tutte le sue articolazioni; una mobilitazione che è necessario si ricolleghi con il movimento internazionale contro la guerra e che colleghi l’attacco ai diritti dei lavoratori e lo scempio del territorio al costante aumento delle spese militari.




















